manomissione wallet hardware Ledger

Le segnalazioni sulla manomissione dei wallet hardware Ledger vanno avanti almeno da dicembre 2025, secondo l’ex CEO di Mt. Gox Mark Karpelès, che il 16 ottobre 2026 ha messo in dubbio la risposta dell’azienda.

Karpelès ha raccontato a Cointelegraph di conoscere almeno due persone che hanno contattato Ledger per dispositivi alterati. Dopo quei contatti, però, non ha visto alcun avviso pubblico da parte dell’azienda.

Per l’ex CEO, il numero crescente di segnalazioni e il livello sempre più sofisticato degli attacchi giustificherebbero un intervento. Karpelès ha chiesto a Ledger di avvisare i clienti in modo più proattivo. La sua critica riguarda dispositivi con componenti hardware malevoli.

Manomissione dei wallet hardware Ledger: segnalazioni e risposta

Joe Grand, ricercatore di sicurezza, il 4 marzo 2026 ha avvisato Ledger di un Nano X compromesso, acquistato tramite Lazada in Thailandia.

L’acquisto risale ad agosto 2025, mesi prima della segnalazione al produttore. Grand ha riferito che Ledger ha riconosciuto le sue scoperte e gli ha detto di aver avviato un’indagine interna.

Anche lui, come Karpelès, contesta la comunicazione dell’azienda. Secondo Grand, Ledger non ha avvisato in modo proattivo i clienti della minaccia.

Dal marketplace al rivenditore autorizzato: il caso CryptoBilis

Il 9 ottobre 2026 è stato reso noto un altro incidente di sicurezza, con perdite in crypto legate a wallet venduti tramite CryptoBilis, rivenditore autorizzato nel Sud-Est asiatico. L’episodio arriva dopo le segnalazioni descritte da Karpelès e da Grand.

Il quadro tiene insieme due canali di vendita diversi: un acquisto su un marketplace online e dispositivi venduti da un rivenditore autorizzato.

Ledger ha confermato che uno dei dispositivi coinvolti nel caso CryptoBilis conteneva un impianto non autorizzato.

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