Microsoft ha cancellato il progetto di data center AI con Nscale a Loughton, nell’Essex, dopo un ritardo nella fornitura elettrica che sposta la possibile disponibilità di rete ai primi-metà anni 2030.
Punti chiave
- UK Power Networks ha avvisato Nscale: la capacità elettrica necessaria potrebbe arrivare solo negli anni 2030.
- Il progetto dell’Essex prevedeva 23.040 chip Nvidia.
- Per Nscale, gli altri accordi con Microsoft restano validi.
- Il sito di Loughton doveva servire Azure entro l’inizio del 2027.
Il sito dell’Essex perde il cliente su cui contava
Il campus di Loughton doveva fornire 50 megawatt di capacità di calcolo a Microsoft Azure, con 23.040 chip Nvidia. L’obiettivo era l’inizio del 2027.
UK Power Networks, il gestore della rete locale, ha comunicato a Nscale che l’energia sufficiente potrebbe non essere disponibile prima dei primi-metà anni 2030. Il calendario salta di anni.
Secondo il comunicato di Nscale, il campus era stato annunciato con Microsoft nel 2025, mentre OpenAI e Nvidia facevano parte di una piattaforma separata, Stargate UK. Una ricostruzione giornalistica parla invece di un annuncio insieme a Microsoft, Nvidia e OpenAI.
L’azienda ha già ripulito l’area e sta valutando modi alternativi per procurarsi l’elettricità. Senza un’altra fonte di energia o aggiornamenti più rapidi della rete, il sito potrebbe restare inutilizzato per anni. Nscale precisa che gli altri contratti con Microsoft restano in vigore.
Dal mining di Bitcoin ai data center per l’AI
Nscale nasce da Arkon Energy, un’impresa che sviluppava siti per il mining di Bitcoin. Il fondatore Josh Payne ha messo l’esperienza maturata nel garantirsi terreni ed elettricità per il mining al servizio di un’attività che vende capacità di calcolo alle aziende di AI.
Non è un caso isolato. A marzo 2026 i miner di Bitcoin quotati avevano annunciato contratti per AI e calcolo ad alte prestazioni per oltre 70 miliardi di dollari.
Nello stesso periodo le loro riserve complessive erano scese di oltre 15.000 BTC rispetto ai picchi, in parte per le vendite di monete servite a finanziare i cantieri.
I contratti AI garantiscono pagamenti regolari per diversi anni, ma richiedono investimenti molto più alti rispetto ai siti di mining. Le stime di CoinShares indicano, per una struttura pronta per l’AI, costi di costruzione da 8 a 15 milioni di dollari per megawatt, contro circa 700.000 dollari-1 milione per il mining di Bitcoin. I clienti AI, inoltre, pretendono server sempre disponibili.
Ritardi nel sito dell’Essex e coda per la rete elettrica
La capacità AI già contrattualizzata supera di gran lunga quella che oggi genera ricavi. CoinShares ha contato oltre 4 gigawatt sotto contratto tra i miner che monitora, ma solo circa 550 megawatt già fatturavano ai clienti.
Il portafoglio di contratti di quei miner superava i 100 miliardi di dollari, mentre i ricavi AI annualizzati erano appena sopra 1 miliardo. Le cifre mostrano la distanza tra gli accordi firmati e le strutture operative che hanno iniziato a incassare.
L’uscita di Microsoft da Loughton si inserisce in una coda ben più lunga per gli allacciamenti elettrici nel Regno Unito. Secondo il regolatore Ofgem, i data center pesano per almeno 80 gigawatt nella coda delle richieste di connessione per la domanda. La coda è salita da 41 a 125 gigawatt tra novembre 2024 e giugno 2025. CoinDesk riporta invece circa 73 gigawatt di domanda.
Ofgem sta valutando regole più severe, perché le richieste per progetti che non verranno mai costruiti bloccano quelli pronti a partire.
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