cambiamenti fiscali crypto in Francia

I cambiamenti fiscali sulle crypto in Francia restano in bilico. Il 10 ottobre 2026 la Commissione Finanze dell’Assemblea nazionale ha respinto l’intera sezione entrate del bilancio.

Le proposte introdurrebbero una tassa sugli swap di stablecoin che rientrano nella norma e una tassa di uscita per i contribuenti idonei che si trasferiscono all’estero con oltre 800.000 euro in crypto.

Punti chiave

  • Gli emendamenti francesi sulle crypto non sono ancora legge.
  • Le conversioni in stablecoin coperte pagherebbero la flat tax già in vigore, pari al 31,4%.
  • Un emendamento a parte propone di riportare le perdite per dieci anni.
  • La discussione in aula sul bilancio comincia il 13 ottobre 2026.

Il voto 31 a 3 riporta le misure al punto di partenza

Le misure sulle crypto devono essere ripresentate, perché la bocciatura della sezione entrate le ha escluse dal testo da cui parte l’Assemblea. Secondo CoinCentral, la commissione ha votato 31 a 3, pur avendo approvato prima gli emendamenti sulle crypto.

L’Assemblea al completo comincerà quindi dal testo originale del governo, che non li contiene. Entrambe le nuove regole avrebbero effetto dal 1° gennaio 2027, ma solo se superassero il resto dell’iter legislativo.

Un terzo emendamento allungherebbe il periodo in cui gli investitori possono compensare le perdite crypto ammissibili con i guadagni futuri.

Cambiamenti fiscali crypto in Francia: la tassa di uscita

La tassa di uscita colpirebbe alcune plusvalenze non realizzate quando un contribuente idoneo sposta la residenza fiscale fuori dalla Francia. Riguarda i nuclei con crypto per oltre 800.000 euro e chi è stato residente fiscale in Francia per almeno sei anni negli ultimi dieci.

L’emendamento è stato depositato da Nicolas Sansu con 16 cofirmatari. Estenderebbe alle crypto l’articolo 167 bis del codice tributario francese, il quadro già usato per le partecipazioni azionarie. La soglia per le crypto coincide con quella prevista per le azioni.

Chi parte dovrebbe dichiarare ogni crypto posseduta alla data della partenza, comprese quelle detenute all’estero e nei wallet in self-custody. Lo scambio di una criptovaluta con un’altra, senza passaggi di denaro, non conterebbe come vendita ai fini di questa tassa.

Crypto.news, citando gli atti dell’Assemblea nazionale, riferisce che la commissione ha adottato l’emendamento I-CF1822 l’8 ottobre 2026.

Le conversioni in stablecoin diventerebbero vendite tassabili

Dal 1° gennaio 2027, se la norma passasse, convertire crypto in determinati token di moneta elettronica sarebbe un’operazione tassabile. Si applicherebbe la flat tax esistente del 31,4%, senza creare un’aliquota separata.

Oggi gli scambi tra crypto ammissibili di norma non fanno scattare subito l’imposta sulle plusvalenze. Questo trattamento può valere anche per le conversioni in stablecoin ancorate a valute come dollaro o euro.

L’emendamento I-CF1826, firmato da Sansu, eliminerebbe questa esenzione quando i token ricevuti rientrano nella definizione di token di moneta elettronica del regolamento europeo MiCA. La commissione lo ha adottato il 7 ottobre 2026.

La nota esplicativa sostiene che il regime attuale permette di spostare crypto in plusvalenza su stablecoin garantite da valuta tradizionale senza pagare l’imposta dovuta su una vendita diretta contro moneta. Guadagni o perdite si calcolerebbero sul valore di cessione meno il costo di acquisto, con le spese documentate deducibili dal valore di cessione.

Per le crypto comprate prima del 1° gennaio 2027, gli investitori potrebbero usare i prezzi d’acquisto documentati di ogni asset. In alternativa potrebbero ripartire il costo totale di acquisto del portafoglio al 31 dicembre 2026, in base al valore di ciascun asset a quella data. La scelta del metodo di ripartizione sarebbe irrevocabile con la prima dichiarazione che riguarda una cessione tassabile dopo l’entrata in vigore.

Perdite compensabili per dieci anni e prossimi voti

Un emendamento separato di Daniel Labaronne permetterebbe di compensare per dieci anni le perdite crypto realizzate e ammissibili con i guadagni idonei. Oggi, di norma, la compensazione è limitata ai guadagni dello stesso anno fiscale.

Si tratta di una deduzione per le perdite realizzate, non di un risarcimento per gli asset che si svalutano.

I cambiamenti fiscali sulle crypto in Francia attendono ancora l’approvazione del Parlamento. I deputati devono ripresentare le misure per il dibattito sulle entrate del bilancio, che comincia il 13 ottobre 2026, con il voto fissato al 20 ottobre 2026.

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