aggiornamento Chainlink CCIP

Chainlink ha lanciato CCIP 2.0, l’aggiornamento della sua tecnologia di bridge crypto che permette alle aziende di aggiungere verificatori di sicurezza extra ai trasferimenti tra blockchain.

Punti chiave

  • Chainlink ha rilasciato CCIP 2.0 il 28 settembre 2026, aggiungendo verificatori opzionali sopra la rete di default da 16 nodi operatori.
  • L’upgrade arriva cinque mesi dopo l’hack da 292 milioni di dollari in rsETH subito da Kelp DAO, causato da un bridge rivale che usava un solo verificatore.
  • Il precedente Risk Management Network di Chainlink non svolge più il ruolo di controllo indipendente: quella funzione passa ora ai verificatori opzionali.
  • Le integrazioni CCIP esistenti continuano a funzionare senza modifiche dopo l’aggiornamento.
  • Aave e Maple hanno iniziato ad adottare alcune delle nuove funzionalità di CCIP 2.0.

Chainlink lancia CCIP 2.0 per rafforzare la sicurezza dei bridge crypto

L’aggiornamento Chainlink CCIP arriva cinque mesi dopo il più grande hack DeFi dell’anno e offre alle aziende un modo per rafforzare i controlli sui trasferimenti tra blockchain diverse. Chainlink è conosciuta soprattutto come rete di oracoli, il sistema che fornisce alle blockchain dati esterni come i prezzi degli asset su cui si basano app di lending e trading.

Il protocollo CCIP, lanciato per la prima volta nel 2023, estende questa infrastruttura al trasferimento di token e messaggi tra chain diverse. Le blockchain non possono comunicare direttamente tra loro, quindi spostare un token da una chain a un’altra dipende sempre da un bridge, una tecnologia che si basa su verificatori.

Questi verificatori confermano che una transazione è realmente avvenuta sulla prima chain prima che i fondi vengano rilasciati sulla seconda. Se un verificatore viene ingannato, un attaccante può prelevare denaro che in realtà non è mai stato depositato.

L’hack da 292 milioni di dollari che ha spinto l’aggiornamento

È esattamente quello che è successo a Kelp DAO lo scorso aprile. Un gruppo di attaccanti, legato secondo alcune fonti al Lazarus Group nordcoreano, ha prelevato circa 292 milioni di dollari in rsETH dal bridge di Kelp, che si appoggiava a LayerZero, ingannando l’unico verificatore su cui si basava il sistema.

LayerZero ha attribuito la colpa a Kelp per aver usato un solo verificatore invece di diversi, mentre Kelp ha replicato che il personale di LayerZero aveva già revisionato il suo setup senza mai obiettare. I dati di CoinGecko hanno mostrato che quasi la metà delle app attive su LayerZero utilizzava lo stesso schema a verificatore unico, e Kelp ha poi annunciato che avrebbe spostato rsETH su Chainlink.

Come funzionano i verificatori multipli di CCIP 2.0

Con CCIP 2.0 le aziende possono scegliere verificatori aggiuntivi, gestendoli internamente oppure affidandoli a fornitori esterni. A differenza del setup usato da Kelp, questi controlli extra si aggiungono sopra la rete di default di Chainlink, composta da 16 operatori di nodi indipendenti che devono raggiungere un quorum su ogni trasferimento.

Tra i fornitori esterni disponibili per gestire questi verificatori aggiuntivi figurano Infosys e Nethermind. Secondo Chainlink, gli utenti non dovrebbero essere costretti a diventare “esperti di infrastrutture di sicurezza cross-chain” solo per usare un bridge.

Johann Eid, chief business officer di Chainlink Labs, ha dichiarato: “Storicamente i bridge legacy hanno perso miliardi per infrastrutture non sicure, mentre le soluzioni costruite internamente sono lente e costose”.

Cosa cambia rispetto al Risk Management Network

L’aggiornamento modifica anche una salvaguardia che Chainlink aveva promosso a lungo: il suo Risk Management Network, l’insieme separato di nodi che controllava due volte le transazioni, non svolge più quel ruolo. Chainlink ha spiegato che lo stesso tipo di controllo indipendente può ora arrivare dai verificatori opzionali.

In pratica, un utente che non aggiunge nessun verificatore extra si affida oggi a una sola rete di controllo, quella dei 16 operatori di default, mentre prima poteva contare su due reti separate. Questo cambia le assunzioni di sicurezza di base del sistema, anche se la rete di default resta comunque composta da più nodi indipendenti e non da un singolo verificatore come nel caso di Kelp.

Compatibilità e adozione: Aave e Maple già in movimento

Le integrazioni CCIP già esistenti continuano a funzionare con CCIP 2.0 senza bisogno di modifiche, secondo Chainlink. Nessuna istituzione, però, è stata ancora indicata come utente attivo dei nuovi verificatori opzionali.

Aave e Maple hanno iniziato ad adottare alcune delle altre funzionalità introdotte dall’aggiornamento.

FAQ

Cos’è CCIP 2.0 di Chainlink?

CCIP 2.0 è la versione aggiornata della tecnologia di comunicazione e bridge cross-chain di Chainlink, che permette alle aziende di aggiungere verificatori di sicurezza personalizzati.

Perché Chainlink ha aggiornato la sua tecnologia di bridge crypto?

L’aggiornamento arriva dopo l’hack da 292 milioni di dollari subito da Kelp DAO, causato da un bridge rivale che si basava su un solo verificatore, evidenziando la necessità di una sicurezza più solida con più verificatori.

In che modo CCIP 2.0 migliora la sicurezza rispetto alle versioni precedenti?

CCIP 2.0 permette alle aziende di aggiungere verificatori di sicurezza extra sopra la rete di default da 16 nodi operatori di Chainlink, sostituendo la protezione che prima era garantita dal Risk Management Network.

Le integrazioni CCIP esistenti sono compatibili con il nuovo aggiornamento?

Sì, le integrazioni CCIP già esistenti continuano a funzionare senza alcuna modifica dopo il passaggio a CCIP 2.0.

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