Nel 2021 Shiba Inu sembrava destinato a un futuro da protagonista assoluto. La corsa che lo portò al massimo storico nell’ottobre di quell’anno fece pensare a un nuovo Dogecoin, capace di attrarre folle di investitori e di trasformare un meme in un’opportunità finanziaria. Ma il tempo non è stato generoso con SHIB.

I numeri parlano da soli: secondo TradingView, il token ha perso quasi il 38% da inizio 2025 e, se guardiamo al percorso quadriennale, il guadagno complessivo si ferma a un misero 33% dal settembre 2021 a oggi. Ciò significa che un investimento di 1.000 dollari si sarebbe trasformato in appena 1.330 dollari in quattro anni. Per fare un confronto, nello stesso periodo Bitcoin è passato da 48.000 a 117.000 dollari, con una crescita del 145%. Anche Ethereum, Solana e XRP hanno registrato progressi molto più solidi, consolidando la sensazione che Shiba Inu non abbia saputo capitalizzare il clamore iniziale.

Questa parabola racconta bene la fragilità delle meme coin quando vengono trattate come asset da detenere a lungo termine. SHIB ha vissuto fiammate violente, ma incapaci di durare, con guadagni effimeri seguiti da rapide correzioni. Solo i trader più rapidi hanno beneficiato di queste oscillazioni, mentre i detentori di lungo corso si sono trovati a fare i conti con rendimenti deludenti.

In questo scenario, il confronto con Dogecoin diventa inevitabile. DOGE e SHIB sono spesso considerati simili: entrambi nati come scherzo a tema canino, entrambi capaci di mobilitare comunità numerose e rumorose. Entrambi, infine, privi di un reale valore intrinseco, sostenuti quasi esclusivamente dalla speculazione. Tuttavia, all’inizio del 2025, emerge un fattore che potrebbe cambiare le carte in tavola: la prospettiva di un ETF dedicato a Dogecoin.

Gli ETF hanno già dimostrato la loro forza nel mercato crypto. L’approvazione di quelli su Bitcoin ed Ethereum ha portato un afflusso significativo di capitali istituzionali, rendendo l’accesso a queste criptovalute più semplice anche per investitori tradizionali. Se la SEC dovesse dare il via libera a un ETF su Dogecoin, si assisterebbe a un incremento della domanda e, di conseguenza, a una spinta del prezzo. Shiba Inu, al contrario, non ha alcuna richiesta di ETF spot attualmente in corso, restando escluso da questa dinamica.

Non è realistico pensare che Dogecoin possa replicare i numeri di Bitcoin o Ethereum, ma anche un afflusso parziale di capitali istituzionali basterebbe a garantirgli una performance migliore rispetto a SHIB nel 2025. Questo vantaggio, però, rimane tattico e non strutturale: Dogecoin conserva infatti gli stessi limiti che hanno sempre caratterizzato le meme coin. Non genera flussi di cassa, non ha fondamentali solidi e resta profondamente legato al sentiment collettivo. Inoltre, il suo market cap più elevato significa che per spostarne davvero il prezzo servono afflussi consistenti, ben superiori a quelli richiesti da token più piccoli.

In altre parole, Dogecoin ha maggiori possibilità di battere Shiba Inu nei prossimi dodici mesi, ma non per questo diventa un investimento di lungo periodo più sicuro. Al contrario, la loro natura speculativa rende entrambe vulnerabili a cambiamenti repentini del mercato.

È proprio in questo contesto che Maxi Doge (MAXI) sta conquistando l’attenzione del pubblico. La sua prevendita ha già raccolto oltre 2,3 milioni di dollari, e con un prezzo di 0,000258 dollari a token disponibile ancora per poche ore, gli analisti ipotizzano un potenziale rialzo fino a 12,8 volte nel corso del 2025. Una prospettiva che, se confermata, supererebbe di gran lunga i rendimenti di SHIB e persino le aspettative più rosee su DOGE.

Maxi Doge si distingue non solo per la sua narrativa – il “cugino muscoloso” del Dogecoin originale – ma anche per la capacità di costruire una community coesa fin dalle prime fasi. Oltre 5,3 miliardi di token sono già stati bloccati nel protocollo di staking, con un rendimento dinamico del 141% annuo, segnale di fiducia da parte degli investitori. Questa combinazione di intrattenimento, spirito collettivo e incentivi finanziari rappresenta la nuova formula con cui le meme coin cercano di affermarsi.

Il confronto diventa allora triplice: Shiba Inu appare come il simbolo di un’occasione mancata, Dogecoin come il veterano che potrebbe trovare un nuovo slancio grazie agli ETF, e Maxi Doge come il volto fresco e ambizioso che promette di incarnare la prossima evoluzione del settore.

Se il 2021 è stato l’anno dell’ascesa di SHIB e il 2025 potrebbe diventare quello dell’ETF per DOGE, Maxi Doge vuole essere la sorpresa che ridefinisce ancora una volta il concetto di meme coin. Il suo destino non è scritto, ma la forza con cui ha iniziato il percorso dimostra che il mercato è pronto ad accogliere un nuovo protagonista.

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