Un ex presidente che torna a fare pressione sul suo partito, un ricercatore che lascia il lavoro sbattendo la porta e un Congresso che da anni promette regole senza mai scriverle: la partita sulla regolamentazione AI negli USA sta vivendo settimane decisive. Barack Obama ha chiesto pubblicamente ai Democratici di trasformare il controllo sull’intelligenza artificiale in una priorità politica di primo piano, e lo ha fatto proprio mentre a Washington un gruppo bipartisan di senatori prova a scrivere la prima legge federale vincolante sulla sicurezza dei modelli avanzati.
Punti chiave
- Obama ha invitato i Democratici a fare della supervisione sull’AI un tema politico centrale, durante la cerimonia di dedicazione dell’Obama Presidential Center nel giugno 2026.
- Negli Stati Uniti non esiste ancora un quadro normativo federale completo per l’intelligenza artificiale, nonostante proposte come il FRONTIER Act e l’AI Kill Switch Act siano già in discussione al Congresso.
- I senatori Amy Klobuchar, John Thune e Ted Cruz guidano un disegno di legge bipartisan che introdurrebbe test di sicurezza obbligatori, audit indipendenti e un dovere legale di diligenza per le aziende che sviluppano AI avanzata.
- Le dimissioni del ricercatore Jacob Coxon da Anthropic, l’8 settembre 2026, hanno dato nuova spinta politica al dibattito, alimentando i timori di un rischio estinzionale legato all’intelligenza artificiale.
Obama e la richiesta ai Democratici di fare dell’AI una priorità
Obama chiede al suo partito di trattare la normativa AI sicurezza come una questione identitaria, non come un tema tecnico marginale da lasciare agli esperti. Il messaggio è arrivato durante la cerimonia di dedicazione dell’Obama Presidential Center, nel giugno 2026, quando l’ex presidente ha avvertito che uno sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale rischia di aggravare le disuguaglianze economiche già esistenti e di erodere la capacità collettiva di distinguere la verità dalla manipolazione.
Preoccupazioni su disuguaglianza e disinformazione
Il timore di Obama non riguarda solo la tecnologia in sé, ma il modo in cui può alterare gli equilibri sociali. Ha parlato di una vera e propria cultura della distrazione, in cui il confine tra informazione autentica e contenuto fabbricato diventa sempre più sfumato, con conseguenze dirette sulla fiducia pubblica nelle istituzioni.
Da consulente ad attivista pubblico
Il coinvolgimento di Obama nella politica sull’intelligenza artificiale non è nuovo. Nel 2023 ha affiancato la Casa Bianca di Biden nella stesura dell’ordine esecutivo sulla supervisione dell’AI, un provvedimento che puntava su test volontari pre-rilascio dei modelli e sul contrasto ai bias algoritmici. Ha poi continuato a sostenere pubblicamente quelle misure, appoggiando sui social le iniziative di sicurezza dell’amministrazione Biden-Harris nel marzo 2024. Già nel 2022, del resto, sosteneva che le aziende tecnologiche dovessero accettare forme di controllo democratico e responsabilità pubblica.
Stallo legislativo e nuovi progetti di legge sulla sicurezza AI
Nonostante anni di discussioni, negli Stati Uniti non esiste ancora un controllo legislativo AI di respiro federale. È proprio questo vuoto normativo che Obama vuole colmare spingendo il suo partito ad agire, in un momento in cui il calendario politico è scandito dalle elezioni di metà mandato del 2026 e gli elettori indicano sempre più spesso i temi tecnologici tra le loro priorità.
Proposte in sospeso come FRONTIER Act e AI Kill Switch Act
Al Congresso circolano già diverse proposte legge AI, ma nessuna è arrivata al traguardo. Il FRONTIER Act punta a fissare parametri standard di sicurezza per i modelli più avanzati, mentre l’AI Kill Switch Act darebbe alle autorità federali il potere di spegnere sistemi ritenuti pericolosi. Alcuni deputati democratici stanno inoltre valutando la creazione di una commissione speciale sull’AI con potere di citazione, un salto di qualità rispetto all’attuale prassi fatta di audizioni e lettere di protesta.
Klobuchar, Thune e Cruz guidano la proposta bipartisan
La novità più concreta arriva da un gruppo trasversale di senatori. Amy Klobuchar, John Thune e Ted Cruz stanno portando avanti un disegno di legge che trasformerebbe in obblighi legali gli impegni volontari che le aziende AI hanno sottoscritto negli ultimi anni. Il testo prevede test di sicurezza obbligatori prima del rilascio dei modelli, audit indipendenti condotti da terze parti e obblighi standardizzati di reporting per gli sviluppatori. Al governo verrebbe inoltre riconosciuto il potere di intervenire per bloccare la diffusione di modelli giudicati rischiosi.
Cosa prevede la proposta di legge sulla sicurezza dell’AI
Il punto centrale del provvedimento è l’introduzione di un vero e proprio dovere legale di diligenza per chi costruisce AI avanzata. In pratica, le aziende che sviluppano modelli frontier potrebbero essere chiamate a rispondere legalmente dei danni causati dai loro sistemi, se non avranno adottato precauzioni ragionevoli. È un cambio di paradigma rispetto all’attuale sistema, basato quasi esclusivamente su impegni volontari privi di conseguenze reali in caso di violazione.
Non a caso, anche OpenAI si è espressa a favore di standard nazionali obbligatori e protocolli di test rigorosi, una posizione tutt’altro che scontata per un’azienda che finirebbe direttamente sotto la lente di simili regole.
L’allarme dei ricercatori dopo le dimissioni da Anthropic
Perché conta tutto questo proprio adesso? Perché a dare la scintilla che ha smosso il Congresso più di anni di paper accademici e convegni di settore è stato un singolo gesto: le dimissioni di Jacob Coxon da Anthropic, l’8 settembre 2026. Coxon, che aveva lavorato tre anni sulla ricerca di pre-training e in precedenza aveva contribuito allo sviluppo di GPT-4o in OpenAI, ha annunciato l’addio scrivendo che né Anthropic né OpenAI stanno agendo in modo responsabile.
«Stanno correndo dritti verso una superintelligenza capace di auto-migliorarsi e stanno giocando con le nostre vite», ha scritto Coxon, aggiungendo che «le persone che costruiscono l’AI credono sinceramente che potrebbe uccidere tutti noi entro la fine del decennio». Secondo il ricercatore, dentro Anthropic la posta in gioco è ben compresa, ma l’azienda resta bloccata in una corsa dove nessuno vuole essere il primo a fermarsi, per paura che lo faccia comunque qualcun altro senza le stesse cautele.
Le reazioni a catena nel settore
Le parole di Coxon hanno prodotto un effetto domino. Evan Hubinger, responsabile della scienza dell’alignment in Anthropic, ha ripreso pubblicamente il post di Coxon confermando di ritenere superiore al 10% la probabilità che l’AI possa causare l’estinzione umana nel prossimo decennio, ammettendo che l’azienda «non ha ancora un piano per risolvere l’alignment della superintelligenza». Un altro membro dello staff tecnico di OpenAI ha stimato un rischio addirittura del 70% nei prossimi tre anni in assenza di regolamentazione o di un rallentamento coordinato tra i laboratori.
A rendere il quadro ancora più teso è arrivato il report di threat intelligence pubblicato da Anthropic, che ha sollevato dubbi sulla sicurezza dei nuovi modelli riguardo al loro potenziale di assistere nello sviluppo di armi biologiche. Nel frattempo il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha pubblicato un saggio in cui sostiene che lo sviluppo dell’AI non è in discussione, ma i rischi associati sono “seri” e aziende e governi devono avere il tempo di affrontarli. Sam Altman di OpenAI ha detto di condividere l’idea di valutatori indipendenti, mentre anche Elon Musk ha espresso pubblico sostegno alla linea di Amodei. Più di venti membri del Congresso hanno chiesto a gran voce un inasprimento della vigilanza nei giorni successivi alle dimissioni di Coxon.
Gli ostacoli che ancora frenano una legge federale
Scrivere regole tecnicamente solide per una tecnologia che cambia più in fretta del calendario delle audizioni parlamentari resta il nodo più difficile da sciogliere per chi lavora sull’oversight AI Democratici e, più in generale, sulla governance dell’intelligenza artificiale. Le elezioni di metà mandato di novembre complicano ulteriormente il quadro: diversi parlamentari sono riluttanti a votare provvedimenti tecnicamente complessi mentre affrontano una campagna per la rielezione.
Resta da capire se la spinta politica innescata dal caso Coxon riuscirà a tradursi in un testo approvato prima che la finestra elettorale chiuda ogni margine di manovra, oppure se anche questa volta il Congresso si limiterà a discutere senza decidere.
FAQ
Perché Barack Obama chiede ai Democratici di dare priorità alla supervisione sull’AI?
Obama ha avvertito che l’intelligenza artificiale potrebbe aggravare le disuguaglianze e minare la fiducia nella verità condivisa, rendendo la regolamentazione AI negli USA una questione politica di primo piano da affrontare con urgenza.
Quali azioni legislative sono in corso per regolamentare l’AI negli Stati Uniti?
Al Congresso sono pendenti diverse proposte, tra cui il FRONTIER Act e l’AI Kill Switch Act, mentre un gruppo bipartisan di senatori guidato da Amy Klobuchar, John Thune e Ted Cruz propone leggi vincolanti sulla sicurezza dei modelli.
Che impatto ha avuto sulle iniziative di regolamentazione dell’AI la decisione del ricercatore di Anthropic Jacob Coxon?
Le sue dimissioni, motivate dal timore di un rischio estinzionale legato all’intelligenza artificiale, hanno galvanizzato i parlamentari e aumentato la spinta verso regole di sicurezza vincolanti a livello federale.
Quali sono i requisiti principali del disegno di legge bipartisan in discussione al Senato?
Il testo prevede test di sicurezza obbligatori prima del rilascio dei modelli, audit indipendenti da parte di terzi, obblighi standardizzati di reporting e un dovere legale di diligenza per gli sviluppatori di AI avanzata.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.