Bitcoin è sceso sotto gli 84.000 dollari il 7 ottobre 2026, dopo l’intensificarsi degli attacchi iraniani alle petroliere nello Stretto di Hormuz. Le liquidazioni nel mercato crypto sono salite del 235%.
Punti chiave
- Le posizioni liquidate su ether valgono 174 milioni di dollari.
- I futures girano il 16% in più, ma l’open interest totale cala dell’1%.
- Sui grandi conti bitcoin, Binance e OKX mostrano orientamenti opposti.
- Dopo lo stop di Abstract, i token layer-2 di Ethereum scendono con decisione.
Bitcoin cede gli 84.000 dollari mentre il Brent supera quota 101
Bitcoin ha perso gli 84.000 dollari poco dopo la mezzanotte UTC, quando gli attacchi iraniani alle petroliere hanno spinto il Brent Crude sopra i 101 dollari al barile. Secondo CoinDesk, il rally del petrolio ha fatto salire anche i rendimenti dei Treasury e il dollaro.
Ether passa di mano a 2.600 dollari, dopo aver lasciato sul terreno il 3,5% dalla mezzanotte.
Le vendite hanno colpito più duramente le crypto minori. Il CoinDesk 80 ha perso quasi il 4% in 24 ore, contro il 2,5% del CoinDesk 5. I token DeFi hanno ceduto quasi il 6%, mentre il Memecoin Index è sceso di circa il 5%.
Il calo contrasta con la domanda per gli ETF spot su bitcoin statunitensi nelle ore precedenti. Martedì i fondi hanno raccolto 119 milioni di dollari, secondo SoSoValue: è la quarta seduta di afflussi nelle ultime cinque di mercato aperto.
Liquidazioni nel mercato crypto: 547 milioni in 24 ore e futures in accelerazione
Nelle ultime 24 ore le liquidazioni nel mercato crypto hanno raggiunto 547 milioni di dollari, di cui 174 milioni su posizioni in ether. Lo mostrano i dati di CoinGlass.
L’attività di trading sui futures è cresciuta. Il volume è salito del 16%, a 182,85 miliardi di dollari, mentre l’open interest aggregato è sceso dell’1%, a 152,60 miliardi.
Gli short hanno pesato per oltre il 52% del taker volume. Il report legge il quadro, con più scambi, open interest quasi fermo e vendite in prevalenza, come un riposizionamento e non come un’ondata di nuove scommesse rialziste.
Anche i funding rate perpetui dei token principali, bitcoin ed ether compresi, sono scesi leggermente sotto zero. Significa che gli short pagavano i long per mantenere le posizioni. Il cumulative volume delta a 24 ore era negativo: segno di vendite più aggressive, con ordini a mercato che colpivano i bid.
Futures su bitcoin ed ether: due posizionamenti diversi
L’open interest dei futures su bitcoin è risalito a 660.000 BTC, ma resta molto sotto il record dell’anno, 800.000 BTC. Era salito dal minimo a 11 mesi di 626.000 BTC toccato il 30 settembre, e il report giudica il rimbalzo insufficiente a indicare una nuova domanda rialzista a leva.
Su ether il segnale è più incoraggiante. L’open interest dei futures è passato da 12,5 a 13,22 milioni di ETH in un giorno. Se reggesse, spezzerebbe il trend ribassista in corso dal picco di maggio, intorno a 15,95 milioni di ETH.
Anche i grandi conti (whale) si dividono. Secondo CoinGlass, quelli su bitcoin sono orientati al rialzo su Binance e da ribassisti a neutrali su OKX. Sempre su Binance, le posizioni dei whale sono ribassiste per ETH, SOL e XRP.
Le opzioni restano tranquille
Il mercato delle opzioni è rimasto relativamente calmo. Gli indici di volatilità implicita a 30 giorni di bitcoin ed ether sono vicini ai minimi da inizio anno, come il VIX di Wall Street, nonostante la volatilità in aumento sul mercato obbligazionario.
Su Deribit, le call su bitcoin con strike sopra gli 80.000 dollari hanno dominato il volume delle 24 ore. Gli skew delle opzioni sono perlopiù neutrali, con uno schema simile su ether.
La chiusura di Abstract e il calo dei token layer-2
I token layer-2 di Ethereum hanno registrato le perdite più pesanti dopo lo stop di Abstract, la rete legata a Pudgy Penguins. È il secondo layer-2 di Ethereum a cessare l’attività in una sola settimana.
OP di Optimism ha perso il 10%, la peggiore performance del CoinDesk 100. Mantle è calato di quasi il 10%, Arbitrum di circa il 7% e PENGU di oltre il 7%.
Altcoin in rosso, con qualche eccezione
Solana ha lasciato circa l’1%, ma i token del suo ecosistema sono scesi di più: Jito di quasi l’8% e Jupiter del 6%. ADA di Cardano ha perso il 7,5%, a circa 26 centesimi, nonostante la notizia che gli emittenti di token possono ora congelare, sequestrare e limitare gli asset.
Uniswap ha ceduto quasi il 9%, mentre Lido, Pancakeswap e Pendle hanno perso circa l’8% ciascuno.
In controtendenza, STX di Stacks ha guadagnato quasi il 6% nel quadro sui derivati, con l’open interest dei futures in crescita del 3%. Il report collega questa combinazione a nuove posizioni long. Anche Avalanche e Polkadot hanno registrato aumenti notevoli dell’open interest.
SAND è salito del 9% in 24 ore e guida il CoinDesk 100, dopo il balzo del 37% del 2 ottobre. Monero ha guadagnato circa l’1%.
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