Kiyosaki consiglia Bitcoin

Nelle sue ultime dichiarazioni pubbliche, Kiyosaki ha consigliato Bitcoin e altri asset come oro e argento per difendere il patrimonio dall’inflazione e da possibili crisi di mercato.

Robert Kiyosaki punta su Bitcoin, Ethereum, oro e argento

L’autore di Rich Dad Poor Dad, Robert Kiyosaki, ribadisce di non investire in nulla che governi, banche o Wall Street possano “stampare”. Preferisce beni reali come oro, argento, Bitcoin ed Ethereum.

Secondo una citazione ripresa da Cointelegraph il 27 marzo 2026, il suo obiettivo è proteggere il potere d’acquisto in un contesto di monete fiat destinate a svalutarsi nel tempo.

La strategia di Kiyosaki: asset scarsi contro la svalutazione

Kiyosaki sostiene da anni che la valuta fiat perda valore progressivamente. A suo avviso, la continua stampa di denaro erode i risparmi e riduce la capacità di spesa di famiglie e investitori.

Puntando su asset scarsi, mira a preservare la ricchezza in fasi di incertezza economica. L’oro e l’argento rappresentano i tradizionali beni rifugio, mentre Bitcoin ed Ethereum svolgono oggi un ruolo analogo nel mondo digitale.

Inoltre, Kiyosaki considera la scarsità la variabile chiave per affrontare politiche governative imprevedibili e decisioni delle banche centrali che possono diluire il valore delle valute nazionali.

Previsioni estreme su Bitcoin ed Ethereum dopo il crash

Nel suo scenario di lungo periodo, l’autore prefigura un forte shock finanziario. Dopo questo presunto crash, Kiyosaki ipotizza che Bitcoin possa arrivare fino a 750.000 dollari, mentre Ethereum potrebbe salire a circa 95.000 dollari.

Queste stime, molto superiori ai livelli attuali, si basano sull’idea che la domanda di asset scarsi aumenti bruscamente in seguito a un crollo dei mercati tradizionali e a una perdita di fiducia nelle monete fiat.

Detto ciò, lo stesso impianto previsionale implica elevata incertezza. I mercati cripto restano altamente volatili e nessun valore futuro è garantito.

Kiyosaki consiglia Bitcoin anche come “hard asset” digitale

Per Kiyosaki, Bitcoin rappresenta un “hard asset” digitale grazie al suo tetto massimo di 21 milioni di unità. La quantità fissata a livello di protocollo viene vista come una barriera strutturale all’inflazione monetaria.

Ethereum, al contrario, prevede un meccanismo di emissione più flessibile, legato all’evoluzione della rete. Questa caratteristica alimenta il dibattito sul fatto che possa o meno essere considerato un bene davvero “duro”.

Inoltre, alcuni investitori sottolineano che la programmabilità di Ethereum permette modifiche ai parametri economici del network, con potenziali effetti sulla sua scarsità nel lungo periodo.

Reazioni degli investitori: tra entusiasmo e scetticismo

Le posizioni di Kiyosaki dividono il pubblico. Una parte degli investitori apprezza l’attenzione verso asset non stampabili, interpretandola come una strategia coerente di difesa dall’inflazione.

Altri osservano che Bitcoin ed Ethereum, pur essendo relativamente scarsi, restano esposti a oscillazioni brusche, anche nell’arco di poche ore o giorni.

Tuttavia, la coerenza del suo approccio nel privilegiare strumenti fuori dal controllo diretto dei governi gli ha garantito nel tempo una base fedele di sostenitori, in cerca di alternative alla finanza tradizionale.

L’ascesa degli asset digitali come rifugio anti-fiat

Le previsioni di Kiyosaki si inseriscono in un trend più ampio. Sempre più investitori considerano le criptovalute una versione digitale dei beni rifugio, con particolare attenzione a Bitcoin.

Rispetto ai decenni passati, la tutela del patrimonio non passa più solo da oro, immobili o obbligazioni sovrane, ma anche da asset crittografici a offerta limitata.

Inoltre, la crescente sfiducia verso la gestione delle politiche monetarie tradizionali spinge alcuni risparmiatori a diversificare in strumenti non legati direttamente alle decisioni delle banche centrali.

Verso il 2026: prepararsi a un possibile scenario di crisi

Guardando ai prossimi anni, Kiyosaki invita a prepararsi a turbolenze economiche. Raccomanda di mantenere in portafoglio oro, argento, Bitcoin ed Ethereum come pilastri di una strategia difensiva.

A suo giudizio, questi strumenti combinano scarsità e resilienza, offrendo un argine potenziale contro l’erosione delle valute fiat in caso di shock finanziari globali.

Nel complesso, il suo messaggio ruota intorno a un concetto centrale: tutelare il patrimonio privilegiando asset non stampabili. Che le sue previsioni su Bitcoin ed Ethereum si avverino o meno, l’influenza di Kiyosaki nel dibattito sugli “hard asset” digitali continua a crescere nel panorama finanziario internazionale.