arresti per truffa crypto in Grecia

Le autorità greche hanno arrestato 17 persone accusate di aver gestito una piattaforma di investimenti in criptovalute che avrebbe raccolto oltre 8 milioni di dollari da almeno 10.000 partecipanti. Gli arresti per truffa crypto in Grecia, rendicontati dalla Hellenic Police il 2 ottobre 2026, riguardano nove militari in servizio attivo coinvolti nello schema.

Punti chiave

  • Diciassette sospetti fermati, nove dei quali militari in servizio attivo.
  • La piattaforma non autorizzata prometteva di raddoppiare il capitale in 50 giorni.
  • Sequestrati 295.090 euro in contanti più decine di dispositivi elettronici.
  • Diciotto vittime identificate hanno perso in totale 55.970 euro, ma i partecipanti coinvolti erano molti di più.
  • Gli indagati sono stati trasferiti davanti a un giudice istruttore dopo il passaggio dal pubblico ministero di Katerini.

La retata della polizia greca contro lo schema crypto da 8 milioni di dollari

L’operazione ha colpito una presunta struttura piramidale che usava società di comodo e una piattaforma online per far passare gli investimenti in criptovalute come legittimi, secondo quanto dichiarato dalla Hellenic Police. Nove dei 17 arrestati appartengono alle forze armate, e tra loro ci sarebbero due sottufficiali con ruoli di comando all’interno della rete, come riportato dall’emittente pubblica greca ERT News.

Gli investigatori stimano che la piattaforma abbia incassato più di 8 milioni di dollari da almeno 10.000 partecipanti, una cifra enormemente superiore al numero di vittime identificate finora. Sempre secondo ERT News, nel fascicolo compaiono altri nove sospetti greci, tra cui un ulteriore membro delle forze armate.

Come funzionava lo schema piramidale

La piattaforma garantiva rendimenti elevati con rischio minimo o nullo, promettendo di raddoppiare il capitale investito in 50 giorni, senza però possedere le autorizzazioni necessarie per operare.

Secondo la ricostruzione di ERT, il sistema si basava su bonus per chi reclutava nuovi partecipanti, creando una gerarchia in cui i presunti leader dell’operazione mantenevano il controllo mentre i reclutatori lavoravano per far crescere la rete. L’emittente ha riferito che gli operatori lasciavano inizialmente credere ai partecipanti che il loro denaro stesse generando profitti, prima che la piattaforma smettesse di restituire i fondi depositati. La Hellenic Police ha indicato che l’operazione era attiva almeno dal 2025.

Perquisizioni, sequestri e il percorso giudiziario

Le perquisizioni coordinate in cinque uffici e nove abitazioni, oltre ad altri locali, hanno portato a un sequestro consistente di materiale probatorio. Secondo la polizia, il bottino recuperato comprende 295.090 euro in contanti insieme a 32 telefoni cellulari, 28 computer, 15 tablet, 38 dispositivi di archiviazione USB, 16 unità di storage, carte bancarie e una macchina conta-banconote.

Gli uffici della presunta rete erano distribuiti in diverse città greche, tra cui Katerini, Thessaloniki, Larissa, Patras e un’isola delle Dodecanese, secondo ERT News. Nell’ambito dell’indagine sono state identificate ufficialmente 18 vittime, per depositi complessivi di 55.970 euro, anche se la polizia stima separatamente che la piattaforma abbia coinvolto in totale almeno 10.000 partecipanti.

Secondo il comunicato della polizia, gli arrestati sono stati condotti davanti al pubblico ministero di Katerini, che ha poi trasferito il caso a un giudice istruttore.

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