OpenAI sta trattando con il fondo di Abu Dhabi MGX e con il gestore patrimoniale BlackRock per ancorare un finanziamento da 30 miliardi di dollari. L’operazione potrebbe portare la valutazione dell’azienda che produce ChatGPT a circa 1.400 miliardi di dollari, prima dell’arrivo dei nuovi capitali.
Punti chiave
- MGX potrebbe versare fino a 10 miliardi di dollari nella raccolta complessiva da 30 miliardi.
- OpenAI fissa da sola il prezzo del round, senza un investitore guida che negozi i termini.
- La valutazione implicita potrebbe salire a circa 1.400 miliardi di dollari, contro gli 852 miliardi di marzo.
- Il piano UE per le gigafactory AI cita lo stesso numero di 30 miliardi, ma solo circa 1 miliardo di euro pubblico è davvero impegnato.
- L’IPO di OpenAI è stata spostata al 2027 come minimo, per motivi legati alla sicurezza dell’intelligenza artificiale.
La trattativa sul finanziamento da 30 miliardi di dollari di OpenAI
OpenAI discute con fondi degli Emirati Arabi Uniti e con BlackRock per raccogliere 30 miliardi di dollari. Secondo TheNextWeb, l’accordo non è ancora definitivo e i termini potrebbero cambiare: OpenAI e BlackRock non hanno commentato, mentre MGX non ha risposto alle richieste.
MGX, il fondo di Abu Dhabi, discute un consorzio di fondi degli Emirati che insieme potrebbe contribuire fino a 10 miliardi di dollari, con BlackRock al suo fianco nel round, secondo quanto riportato da Bloomberg.
Solo quest’anno MGX ha raccolto quasi 50 miliardi di dollari e detiene già quote in OpenAI, Anthropic e xAI. Lo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan presiede il fondo, mentre Mubadala e G42 figurano tra i partner fondatori.
Il prezzo fissato da OpenAI e l’assenza di un investitore guida
A distinguere questa raccolta non è solo la cifra, ma la struttura. OpenAI propone il round da 30 miliardi di dollari a un prezzo che ha fissato da sola, saltando il consueto processo in cui un investitore guida negozia i termini della valutazione con l’azienda.
Quel prezzo implica una valutazione di circa 1.400 miliardi di dollari prima dell’arrivo del nuovo capitale, un salto netto rispetto agli 852 miliardi di dollari attribuiti all’ultima raccolta.
Il contesto della raccolta: la IPO rinviata al 2027
Non sarebbe la prima grande iniezione di capitale per OpenAI, e arriva mentre l’azienda continua a rimandare il debutto sui mercati pubblici.
OpenAI aveva raccolto 122 miliardi di dollari a marzo con una valutazione di 852 miliardi, un round che doveva essere l’ultima raccolta privata prima dell’IPO. Quella quotazione, attesa inizialmente per quest’anno, è stata rinviata al 2027 come minimo.
Secondo quanto riportato da TechCrunch, il CEO Sam Altman ha escluso un debutto nel 2026 per dare priorità al lavoro sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale.
Rispondendo agli avvertimenti dei ricercatori sulla sicurezza, ha dichiarato a Fortune: “Penso che sia inaccettabile correre circa il 10% di rischio di uccidere tutti entro la fine del decennio”.
Bloomberg ha descritto la nuova raccolta, se andrà a buon fine, come un round ponte in vista di quella futura quotazione.
MGX e BlackRock, una partnership già attiva nelle infrastrutture AI
L’abbinamento tra MGX e BlackRock in questo round non è casuale. I due gestiscono già insieme un veicolo infrastrutturale separato da 30 miliardi di dollari, affiancati da Microsoft e Nvidia, un rapporto di lavoro consolidato nella finanza AI su grande scala prima di queste trattative.
Altri investitori in trattativa
Oltre a MGX e BlackRock, anche il fondo patrimoniale dell’Università della California ha discusso di partecipare al round, così come i già esistenti sostenitori di OpenAI, Thrive Capital e Andreessen Horowitz.
Il confronto con il programma UE per le gigafactory AI
L’iniziativa europea per le gigafactory AI cita la stessa cifra simbolica di 30 miliardi presente nel finanziamento da 30 miliardi di dollari di OpenAI, ma il denaro dietro i due progetti è molto diverso. Finora sono stati impegnati solo circa 1 miliardo di euro di fondi pubblici, nonostante il programma fosse stato presentato con un obiettivo complessivo di 30 miliardi di euro.
Di quell’obiettivo, circa 10 miliardi di euro dovrebbero arrivare dall’UE e dagli Stati membri, mentre i restanti 20 miliardi dovrebbero provenire da investitori privati.
Dai 30 miliardi di euro annunciati a poco più di 1 miliardo impegnato
Bruxelles ha aperto i bandi a luglio per sette gigafactory AI nell’ambito del programma da 30 miliardi di euro. Il numero di consorzi interessati è sceso da circa 70 a dieci entro giugno.
Deutsche Telekom ha chiesto garanzie sulla domanda prima di impegnarsi, mentre Telefonica valuta una quota più piccola, secondo quanto riportato nelle fonti citate da TheNextWeb.
Chip AI e tempistica dei nuovi impianti
Ogni sito previsto per le gigafactory dovrà ospitare almeno 100.000 chip AI. La costruzione dovrebbe partire nei primi mesi del 2027, con i primi impianti operativi previsti per metà del 2028.
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