Nelle prime settimane del 2026, l’interesse per gli ETF su XRP è esploso insieme a un forte rialzo del token, attirando l’attenzione dei media finanziari globali.
XRP batte Bitcoin ed Ethereum a inizio 2026
Dati di BeInCrypto Markets mostrano che, dall’inizio di gennaio 2026, il valore di XRP è salito del 24%. Nello stesso periodo, Bitcoin ha guadagnato solo il 5,5%, mentre Ethereum ha registrato un +9,7%.
Questo andamento colloca il token tra i migliori performer del segmento large cap, secondo solo a Dogecoin, che è avanzato del 28,6% e guida attualmente la top 20 per rendimento da inizio anno.
Inoltre, il recente balzo ha permesso a XRP di superare BNB, conquistando il quarto posto tra gli asset digitali per capitalizzazione di mercato. Tuttavia, il movimento non è stato lineare, con fasi di prese di profitto e correzioni.
La giornata odierna ha visto un modesto ritracciamento per l’intero comparto crypto, dopo quasi una settimana di rialzi consecutivi. Di conseguenza, anche XRP ha ceduto terreno e, al momento della stesura, scambia a 2,28 dollari, in calo del 2,47% nelle ultime 24 ore.
CNBC incorona XRP come “nuovo darling” delle criptovalute
Nonostante la correzione di breve periodo, il forte rally non è passato inosservato. Il canale americano CNBC ha definito XRP il breakout trade della corsa crypto del 2026, arrivando a chiamarlo il “nuovo darling delle criptovalute”.
“Il trade crypto più caldo dell’anno non è Bitcoin, non è Ether, è XRP”, ha dichiarato in diretta Brian Sullivan, conduttore della trasmissione Power Lunch. Il commento sottolinea lo spostamento dell’attenzione dagli asset più consolidati verso alternative ad alto beta.
La collega Mackenzie Sigalos ha spiegato che XRP ha attirato capitali in una fase di scarso entusiasmo verso le principali criptovalute. Inoltre, questa scelta controcorrente si è rivelata vincente all’inizio del nuovo anno.
Nel quarto trimestre, dominato da condizioni di mercato deboli, molti investitori hanno incrementato l’esposizione proprio tramite prodotti quotati. In contrasto con quanto avviene solitamente con gli ETF su Bitcoin ed Ether, i flussi non hanno seguito il momentum di prezzo, ma sono arrivati durante le fasi di ribasso.
ETF spot e accumulo strutturale di XRP
Sigalos ha sottolineato che numerosi trader hanno comprato il ribasso sul finire del 2025, considerandolo un investimento meno affollato rispetto alle due maggiori criptovalute. Secondo la giornalista, questa strategia “contrarian” si è confermata corretta già nei primi sei giorni di contrattazioni di gennaio.
BeInCrypto ha evidenziato come i nuovi ETF spot legati a XRP stiano registrando flussi in entrata senza interruzioni dalla loro quotazione. I dati della piattaforma SoSoValue indicano afflussi cumulati pari a 1,25 miliardi di dollari.
Solo il 6 gennaio, questi strumenti hanno raccolto 19,12 milioni di dollari di afflussi netti. Tale ritmo di ingresso di capitali suggerisce un crescente interesse strutturale verso l’asset, non limitato al semplice trading di breve periodo.
In questo contesto, il ruolo degli ETF su XRP emerge come fattore chiave del recente rally, insieme alla narrativa consolidata sul suo utilizzo nei sistemi di pagamento transfrontalieri, spesso citata come caso d’uso concreto nel settore crypto.
La previsione di Steingraber sull’assorbimento di token
L’analista Chad Steingraber ha ipotizzato che, mantenendo l’attuale ritmo di acquisti, questi veicoli potrebbero assorbire fino a 4,8 miliardi di token entro il 2026. La stima si basa su acquisti giornalieri pari a 20 milioni di XRP.
Nel suo calcolo, 20 milioni di XRP al giorno porterebbero a 100 milioni di token a settimana (considerando cinque sessioni di borsa), pari a 400 milioni al mese. Proiettato su dodici mesi, ciò equivarrebbe appunto a 4,8 miliardi di XRP.
Detto ciò, si tratta di uno scenario ipotetico che presuppone flussi costanti nel tempo. Tuttavia, se una simile accumulazione dovesse concretizzarsi, la quantità di token disponibili sul mercato spot si ridurrebbe in modo significativo.
In teoria, una diminuzione dell’offerta circolante potrebbe esercitare una pressione al rialzo sui prezzi, a parità di domanda. L’effetto finale dipenderà però dall’andamento generale del mercato crypto e dal sentiment degli investitori istituzionali e retail.
Liquidità, order book e dubbi sulla natura del rally
Accanto alla narrativa positiva sui flussi verso fondi regolamentati, alcuni analisti invitano alla cautela. Secondo queste voci, il recente rialzo non sarebbe guidato da una robusta domanda d’acquisto, bensì da condizioni tecniche particolari.
In particolare, viene segnalata una forte scarsità di liquidità in vendita sul lato ask dei principali exchange. Una profondità ridotta del book, soprattutto in fasi di entusiasmo, può amplificare i movimenti di prezzo verso l’alto.
“Non è stato un movimento alimentato da acquisti aggressivi a mercato. La maggior parte delle piattaforme mostra volumi taker netti negativi, evidenziando la distanza tra vera domanda e dinamiche uniche dell’order book”, ha commentato un analista.
A suo giudizio, una crescita sana richiederebbe che le proposte in acquisto iniziassero a rincorrere il prezzo, sostenendo i livelli raggiunti. In caso contrario, un eventuale aumento dell’offerta in vendita potrebbe innescare correzioni altrettanto rapide.
Prospettive 2026 e divisione tra gli analisti
Nel complesso, il forte avvio del 2026, l’attenzione mediatica di CNBC e gli afflussi costanti verso gli strumenti quotati hanno rafforzato la narrativa di breakout sul token.
Tuttavia, la comunità degli analisti resta divisa sulla sostenibilità del trend attuale. Alcuni vedono nella combinazione tra ETF, caso d’uso nei pagamenti e maggiore visibilità un potenziale volano di lungo termine.
Altri, invece, sottolineano i rischi legati alla struttura della liquidità e alla possibilità che il rally sia stato amplificato da fattori tecnici più che da una domanda organica. La tenuta dell’attuale fase rialzista, quindi, resta da verificare nei prossimi mesi.