
Alberto De Luigi a Plan B ci racconta la nuova rivoluzione di Bitcoin, silenziosamente in atto.
Al forum di Lugano abbiamo incontrato Alberto De Luigi che ci ha travolto col suo entusiasmo, mostrandoci da smartphone un wallet accessibile via web. La sua tesi?
Bitcoin è finalmente arrivato alla sua forma compiuta.
Proprio adesso e contro ogni avviso arriverà il gran colpo di scena, in un settore che sembrava quasi essersi un po’ assopito. Incuriositi, gli abbiamo fatto alcune domande.
Alberto, è un piacere ritrovarti qui a Lugano e con tutto questo entusiasmo, è da parecchio che non leggiamo un tuo articolo!
Ciao a tutti! Vero, è parecchio che non scrivo, ma ci sono ottimi motivi! Da un lato, con l’AI l’utilità delle mie guide e articoli viene meno. Se nel 2016 servivano blog come il mio per seguire le novità come Lightning Network, specie in lingua italiana, oggi con pochi prompt mirati chiunque arriva alle informazioni che sta cercando.
Dall’altro lato, ho trovato più entusiasmante costruire qualcosa di concreto, piuttosto che fare il leader d’opinione. Scrivere mi piace ancora moltissimo, ma ho poco tempo, visto che sono assorbito totalmente dal mio progetto.
Con “il tuo progetto” intendi il wallet Bitcoin che ci hai appena mostrato?
Beh sì, anche. Quella è solo la punta dell’iceberg, il prodotto finale per l’utente. Come hai visto, nel wallet i Bitcoin vengono inviati istantaneamente, a zero fee, e senza le complicazioni di canali o liquidità. In più, agli stessi indirizzi di Bitcoin, il wallet può ricevere o inviare altri asset come le stablecoin.
Un wallet Bitcoin rivoluzionario: Ark + Lightning
Un attimo Alberto… facci capire. Anzitutto, se parli di transazioni immediate in Bitcoin immagino si tratti di un wallet Lightning Network. Come gestisce la liquidità sui canali, si tratta di un wallet custodial?
No, certo che no! Per chi mi prendi! (ride, ndr). Il wallet è del tutto trustless, e in realtà le transazioni che hai visto non viaggiano nemmeno su Lightning Network, o quasi mai. Si tratta di un mix perfetto di tecnologie diverse: Ark e – quando serve – Lightning, senza le tipiche complicazioni di Lightning per gli utenti.
E non c’è nemmeno nessun peg-in o peg-out, nessun derivato di Bitcoin. Niente che possa far perdere soldi agli utenti se hackerato.
Ci puoi dire in due parole come funziona, senza entrare troppo nel tecnico?
Ma certo. Sostanzialmente, quando importi il tuo seed Bitcoin o invii una prima transazione sul wallet (Sequentia web wallet, ndr) questo in automatico sposta i fondi in un output aggregato di molti altri utenti, detto “batch” secondo il protocollo Ark.
All’interno del batch, gli utenti possono pagare o ricevere all’istante e gratuitamente, mentre da e verso l’esterno del batch i fondi vengono spostati tramite Lightning Network, generalmente verso un altro batch di Ark, o un nodo Lightning qualsiasi.
Lightning serve quindi solo a instradare i pagamenti verso l’esterno, e viaggia per lo più fra operatori professionali, mentre l’utente comune usa quasi esclusivamente Ark. Solo per transazioni dal valore di migliaia di dollari (ma il limite è configurabile) si attendono i tipici 10 minuti per il blocco Bitcoin successivo. La differenza con un tipico wallet Lightning è che non c’è più problema di liquidità in entrata e uscita per l’utente comune: tutti ricevono e inviano sin da subito, gratis e all’istante.
Sembra un po’ troppo bello per essere vero. Siamo sicuri che funziona?
Sì, non sembra vero, ma eccoci qui! È quello che desideravamo per Bitcoin da sempre: scalabilità, velocità, incensurabilità e inclusività, con un’esperienza utente semplicissima.
Quello che stai vedendo ora su sequentiatestnet.com/wallet usa Bitcoin testnet4 sin da luglio di quest’anno (dopo mesi di test), ma chiunque potrebbe già compilare da github.com/ConcatenaLabs per installarlo su mainnet. Se vuoi solo provarlo però, la testnet conviene!
Abbiamo anche integrato un faucet direttamente nel wallet, basta un click, nessuna installazione o sign-up, e lo provi al volo! Pensiamo di lanciarlo su Bitcoin con una campagna di awareness adeguata nel 2027, così che arrivi effettivamente ad un’adozione di massa.
Stesso seed e indirizzi Bitcoin, ma per tutti gli asset
Ma in questo wallet vediamo anche asset diversi da Bitcoin? Cosa c’è dietro? È come se fossero due wallet in uno?
Sì, puoi ricevere anche altri asset, ma il seed è uno solo, come anche gli indirizzi Bitcoin: qualsiasi wallet (Ark, Lightning, Onchain) può pagarti allo stesso QR code, con qualunque asset. Immagina di avere un wallet Bitcoin dove puoi inviare e ricevere anche USDC, USDT, stock tokens e asset finanziari tokenizzati, e fare swap (DEX) istantanei. I babbani ci prendevano in giro dicendo che Bitcoin non può scalare per permettere a tutti di comprare il caffè.
Qui invece non solo permettiamo a tutti di comprare il caffè in serenità, ma addirittura si aprono le porte per gli scambi di Bitcoin con tutto il sistema finanziario. E per le transazioni di asset diversi da Bitcoin, il tempo massimo di attesa onchain scende a 1 minuto.
Quindi scusa Alberto, c’è per forza qualcosa dietro che non ci hai ancora detto. Per i pagamenti onchain degli asset non si usa la blockchain Bitcoin? Da dove arriva 1 minuto di frequenza dei blocchi? Il wallet si appoggia a Liquid network?
Anche qui la risposta è no, non si appoggia a Liquid: il network per gli asset finanziari è Sequentia, una sorta di “Liquid sotto steroidi”, senza il peg di BTC e soprattutto con un ancoraggio ai blocchi Bitcoin, che permette – fra le altre cose – anche atomic swap cross-chain immediati (confermati al primo blocco Bitcoin).
Già nel 2022 avevo presentato ad Adam Back stesso l’idea di Sequentia, offrendola come upgrade a Liquid, ma purtroppo il modello di Blockstream è sempre stato legato al peg di Bitcoin. Adam Back mi aveva confessato (e ne parlavo in un articolo dedicato) di riconoscere appieno il fattore “centralizzante” del peg L-BTC, e di fatto, in questo settore a fare la Cassandra di turno non sbagli mai: a settembre abbiamo visto l’hack a Liquid con 4000 Bitcoin sottratti, anche se poi in buona parte restituiti.
Il libero mercato delle commissioni di transazione: la fine dei gas token?
Ma come è possibile non usare un peg di BTC? Come si pagano le transazioni dei vari asset nella sidechain?
Qui sta il bello, ed è anche il motivo per cui la definizione di sidechain sta stretta. In Sequentia, puoi pagare nativamente con qualsiasi asset hai nel wallet.
È compito dei produttori dei blocchi di valutare la commissione pagata sulla base del prezzo di mercato dell’asset utilizzato. Se un pagamento viene rifiutato onchain, semplicemente si reimmette pagando la fee in altro asset, una specie di “RBF” (Replace By Fee su Bitcoin, ndr).
Si tratta del primo “mercato libero di commissioni di transazione”. Un’altra rivoluzione nel mondo delle blockchain: per muovere asset non c’è bisogno né di occupare spazio nella blockchain Bitcoin che non sia per muovere BTC (il cosiddetto “tainting” come l’ho sentito chiamare da Giacomo Zucco), né di un “gas token” su altra blockchain, cioè i vari Ether o Tron di turno. Secondo me Sequentia può essere la fine dei gas token.
Beh qui stiamo un po’ facendo voli pindarici, no?
Sarà, ma perché mai un utente dovrebbe continuare a pagare una “tassa” in una cryptocurrency specifica di cui altrimenti non saprebbe che farsene? E soprattutto, immagina di aver ricevuto in pagamento USDT o USDC e di poterli reinviare a qualcuno senza dover prima procurarti Ether da un exchange! Nel nuovo sistema che sogno, ci sarà solo Bitcoin come moneta, e asset finanziari come azioni o obbligazioni tokenizzate. Col tempo ci orienteremo a un mondo dove ogni scambio sarà disintermediato anche nella finanza.
E per venire incontro alle esigenze di compliance nelle varie giurisdizioni, su Sequentia abbiamo anche introdotto, rispetto a Liquid, il concetto di “Supervised” token. Lì si apre tutto un altro discorso che probabilmente non facciamo in tempo a trattare, ma nel whitepaper viene spiegato!
Quando dici “abbiamo” introdotto, di chi parli esattamente?
Non sono da solo ovviamente. Alcuni Core developers di Sequentia sono attualmente – o sono stati – parte del team di Blockstream. Steven Roose stesso (ideatore di TXHASH e fondatore di Second, che sviluppa Ark) è nostro advisor e shareholder di Concatena Labs, Inc.
Nel 2022 abbiamo iniziato gli sviluppi grazie ad alcuni Angel investors che ci hanno permesso di sostenere un piccolo team. Ma ammetto che oggigiorno, con l’avvento dell’AI, soltanto io e Andreas (A. Kohl, co-founder di Sequentia, ndr) produciamo da soli in poche settimane più di quel che fino all’anno scorso potevamo fare con un team di svariati sviluppatori in mesi di lavoro.
Futuri upgrade del protocollo Bitcoin e i covenant
Tutto chiaro Alberto, un’ultima domanda: ci hai fatto vedere un wallet Bitcoin con Ark e Lightning Network. Lightning è sul mercato da molti anni e ha preso piede solo parzialmente, mentre Ark per la community è sostanzialmente una novità. Pensi che il protocollo Bitcoin evolverà ancora nei prossimi anni?
Sì, assolutamente. A mio avviso, il prossimo passo a livello di Consensus upgrade sono i covenant su Bitcoin. Su Liquid e Sequentia, la cui codebase è un fork di Bitcoin chiamato Elements, i covenant sono in produzione da anni, e su Bitcoin basterebbe un upgrade più contenuto.
Ci sono varie proposte valide, ad esempio BIP119 (CTV) oppure TXHASH, insieme a BIP348 (CSFS). Arca, la versione di Ark utilizzata su Sequentia per lo scambio di asset tokenizzati, grazie ai covenant è ottimizzata al massimo: i fondi non hanno scadenza e non serve tornare online periodicamente per rinnovarli, né affidarsi a “torri di guardia” che lo facciano per te. Su Bitcoin Ark funziona bene già oggi, ma per raggiungere anche lì lo stato dell’arte, questa “piccola” implementazione sarebbe l’ottimo!
Grazie Alberto della chiacchierata! Allora ti auguriamo il meglio. Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?
Grazie a voi! Sì, certo: io credo fermamente che Bitcoin sia agli albori di un nuovo rinascimento tecnologico e culturale, e che gli ultimi anni più in sordina e con meno clamore sul mercato siano in realtà stati l’ideale per rimboccarsi le maniche e mettere a terra le idee, producendo qualcosa di concreto. Presto vedremo anche a livello sociale la realtà di una tecnologia che sta facendo progressi da gigante! Io ci credo più che mai, e ho finalmente sotto gli occhi e fra le mani qualcosa che mi sarebbe parso un sogno incredibile fino a pochi anni fa!
Invito tutti a provare il wallet su sequentiatestnet.com. È un web wallet, non serve signup né installare nulla. E per contattarci cercate la community Sequentia su Telegram, c’è anche un gruppo in lingua italiana.
Mi piacerebbe che ci venissero riportate le impressioni e idee degli utilizzatori su come migliorare il wallet e gli altri prodotti che abbiamo sviluppato (nodo, DEX, price server, explorer, bridge da altre chain, ecc.).