Binance ha reintegrato il 98% dei 6,34 miliardi di dollari di asset colpiti dall’attacco del 29 ottobre 2026. A dirlo, il 3 novembre, è il CEO Richard Teng di Binance.
Punti chiave
- La quota di asset reintegrati è passata dal 90% al 98%.
- Con la Proof of Reserves ogni utente può verificare da solo la copertura degli asset.
- Binance sta ancora comprando gli asset rimanenti, meno liquidi.
- I sistemi colpiti sono stati ricostruiti ed è in preparazione una revisione indipendente.
Richard Teng di Binance: a che punto è il reintegro degli asset
Binance ha sostituito la maggior parte degli asset colpiti con risorse proprie, mentre proseguono gli acquisti di quelli più illiquidi. L’exchange si è impegnato a coprire tutte le perdite dei clienti.
Il dato del 98% arriva dopo un aggiornamento precedente, che parlava di circa 5,7 miliardi di dollari, pari al 90%. Binance ha spiegato di aver usato la tesoreria aziendale per comprare crypto sui mercati e tramite broker privati.
Ha attinto anche al Futures Insurance Fund, dopo che un fondo di emergenza da circa 1 miliardo di dollari si era rivelato insufficiente.
I prelievi hanno riaperto a fasi dal 1° novembre, dopo alcune restrizioni temporanee. Secondo Binance, i deflussi netti hanno toccato circa 3,64 miliardi di dollari in meno di 10 ore.
Mesi di preparazione: come sono entrati gli attaccanti
L’attacco, ha spiegato Teng, è il frutto di mesi di preparazione. Il report di sicurezza di Binance racconta che a giugno un ingegnere dell’infrastruttura wallet ha scaricato un’installazione Homebrew manomessa, mentre cercava uno strumento di coding basato sull’AI.
Binance ha notato un’attività sospetta, ha sostituito il dispositivo e ha ruotato le credenziali. Ma i dati dell’ingegnere e dei colleghi erano già stati esposti.
A settembre un altro ingegnere è stato sottoposto a colloqui da falsi recruiter e a un esercizio di programmazione con malware nascosto. Teng ha detto che l’intrusione è passata dagli strumenti AI interni fino al sistema che autorizza le transazioni dei wallet, smentendo la prima spiegazione di un solo laptop compromesso.
Proof of Reserves: la verifica per riconquistare la fiducia degli utenti
Binance ha completato l’ultima verifica Proof of Reserves, che permette a chiunque di controllare in autonomia la copertura degli asset. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la fiducia con trasparenza e responsabilità.
Richard Teng di Binance ha reso nota la conclusione in un post su X. L’exchange mette al centro della risposta la protezione degli utenti e la conformità, perché i problemi di sicurezza hanno aumentato l’attenzione dei regolatori.
In pratica, all’annuncio sul reintegro Binance affianca uno strumento che gli utenti possono controllare da sé.
Collaborazione sulla sicurezza e caccia ai fondi rubati
Binance lavora con le forze dell’ordine e con partner del settore per rintracciare e congelare gli asset rubati, rafforzando intanto le difese interne. Teng ha insistito sulla collaborazione tra tutti gli operatori.
L’FBI ha attribuito il furto al gruppo nordcoreano TraderTraitor e ha invitato i servizi crypto a bloccare le transazioni con gli indirizzi indicati. Teng ha preso atto di questa attribuzione, senza indicare in modo indipendente un responsabile.
Circa 3 miliardi di dollari di asset sarebbero stati congelati grazie al lavoro di Binance, Tether, Circle e Ripple. Coinbase ha bloccato i trasferimenti verso i wallet compromessi e ha offerto assistenza diretta.
Secondo Elliptic, gli attaccanti hanno convertito circa 786 milioni di dollari in valute più difficili da tracciare.
La violazione ha provocato un calo di fiducia netto ma di breve durata sui mercati crypto. Binance sostiene di essere finanziariamente solida.
Al 3 novembre l’exchange aveva ricostruito il sistema wallet colpito e lo strumento AI interno, sostituito i dispositivi compromessi, revocato credenziali e token associati e ampliato le scansioni di sicurezza sui dispositivi dei dipendenti. Teng ha aggiunto che si sta organizzando una revisione indipendente da parte di esperti.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.