Paolo Ardoino respinge le accuse del Senato sulla conformità di Tether alle sanzioni. Il 19 ottobre 2026 ha detto che l’emittente ha congelato i wallet segnalati in media quattro settimane prima delle designazioni ufficiali.
La sua risposta contesta un’indagine che ha individuato ritardi nel blocco di indirizzi legati a Hezbollah. Quell’indagine ha spinto il senatore Blumenthal a chiedere accertamenti a livello federale.
Punti chiave
- Ardoino sostiene che, dal 2023, Tether congeli in media quattro settimane prima delle designazioni ufficiali.
- Gli investigatori del Senato contestano il blocco tardivo di 34 indirizzi legati a Hezbollah.
- Nel 2026 Tether segnala quasi 550 milioni di dollari in USDT congelati, collegati all’Iran.
- Un procedimento di confisca distinto riguarda 61,2 milioni di dollari in USDT.
La difesa di Tether sulla conformità alle sanzioni si gioca sui tempi dei congelamenti
Ardoino rivendica che Tether abbia agito prima delle autorità. Nel post del 19 ottobre accusa l’analisi di Blumenthal di ignorare il momento in cui l’azienda è intervenuta.
La media di quattro settimane vale dal 2023 in poi. Misura i congelamenti rispetto agli elenchi dell’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Tesoro americano e del National Bureau for Counter Terror Financing (NBCTF) di Israele.
Ardoino cita anche un secondo parametro, di natura diversa. Secondo lui, nel 99% dei casi Tether ha congelato gli indirizzi segnalati prima che Chainalysis li etichettasse. Il dato riguarda le etichette di analisi blockchain, non la tempistica delle sanzioni ufficiali.
Ardoino attribuisce inoltre alle azioni di Tether un calo del 94% dei volumi di stablecoin legati all’Iran. Aggiunge che le collaborazioni con le forze dell’ordine aiutano l’emittente a rispondere alle minacce. Sia le tempistiche sia la riduzione dei volumi sono tesi dell’azienda.
Il Senato contesta ritardi su 39 indirizzi legati a Hezbollah
Secondo lo staff democratico della Permanent Subcommittee on Investigations del Senato, Tether ha tardato a bloccare indirizzi collegati a un riciclatore di Hezbollah. Il rapporto preliminare esamina 39 indirizzi indicati dall’ente israeliano nel giugno 2023.
Tether ha congelato in precedenza cinque wallet. Gli altri 34 indirizzi sono rimasti attivi fino a marzo 2024. Dai wallet designati sono usciti oltre 34,6 milioni di dollari in USDT dopo la pubblicazione dell’avviso di sequestro.
L’analisi più ampia dell’ufficio di Blumenthal
L’ufficio del senatore ha pubblicato il 28 settembre 2026 un’analisi più estesa. Sono stati esaminati 846 wallet: l’84% ha operato esclusivamente, o quasi, in USDT.
Blumenthal sostiene che il token abbia aiutato reti iraniane a spostare denaro oltre confine e a sostenere attività legate alla banca centrale dell’Iran. Secondo il suo ufficio, prima del 2024 Tether si muoveva in modo incoerente nel congelare i wallet illeciti e continuava a trascurare indirizzi su cui avrebbe dovuto intervenire.
Blumenthal ha trasmesso le conclusioni sulla conformità di Tether alle sanzioni al segretario al Tesoro Scott Bessent e all’Attorney General Todd Blanche. Chiede indagini su possibili violazioni delle norme sulle sanzioni e di quelle bancarie. Nelle lettere invoca azioni di applicazione delle regole se le violazioni fossero confermate. Indica come riferimenti per il Tesoro il Bank Secrecy Act e l’International Emergency Economic Powers Act.
I due racconti usano metriche diverse. Ardoino parla di una media dal 2023, il Senato di un gruppo preciso di 39 indirizzi e di ritardi fino a marzo 2024.
Congelamenti di USDT legati all’Iran e il caso di confisca separato
Tether ha dichiarato di aver congelato nel 2026 quasi 550 milioni di dollari in USDT legati all’Iran. Lo ha scritto in un comunicato del 28 settembre, spiegando di aver agito con informazioni fornite dalle autorità americane.
Ad aprile 2026 Tether ha bloccato oltre 344 milioni di dollari su due indirizzi. Secondo l’azienda, l’OFAC li ha aggiunti il giorno dopo all’elenco delle sanzioni sulla Banca centrale iraniana. Il comunicato cita anche un’azione di luglio su altri quattro wallet, con oltre 130 milioni di dollari complessivi.
Bessent ha reso noto che l’OFAC ha sanzionato wallet collegati alla banca centrale iraniana. L’investigatore on-chain Specter ha ricondotto ai congelamenti di luglio quattro indirizzi TRON, che custodiscono insieme circa 131 milioni di dollari in USDT.
Un’azione civile federale di confisca, separata dal resto, chiede 61,2 milioni di dollari in USDT su dieci indirizzi TRON. L’accusa sostiene che i fondi siano legati a proventi del petrolio iraniano.
Dagli atti risulta che Tether ha congelato quegli indirizzi tra giugno e luglio 2025. Un mandato del 14 settembre 2026 ha autorizzato la custodia da parte del governo. La richiesta di confisca punta a una sentenza che trasferisca la proprietà dei fondi agli Stati Uniti.
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