liquidazioni di prezzo di Bitcoin

Il prezzo di Bitcoin è sceso sotto gli 81.000 dollari e ha innescato liquidazioni per quasi 1,1 miliardi di dollari sul mercato crypto.

Il minimo è arrivato a 80.350 dollari su Bitstamp. Poi Bitcoin ha recuperato quota 82.500 dollari circa nella giornata di venerdì 9 ottobre, un livello centrale per il suo schema di inversione rialzista.

Punti chiave

  • In 24 ore CoinGlass ha contato liquidazioni per 1,09 miliardi di dollari.
  • Venerdì Bitcoin è risalito verso la soglia tecnica degli 82.500 dollari.
  • Giovedì i detentori di breve periodo hanno mandato 55.600 BTC agli exchange in perdita.

Secondo Cointelegraph, il minimo di Bitstamp è il prezzo più basso di Bitcoin dal 18 settembre. Un dato in particolare ha attirato l’attenzione: Amr Taha, collaboratore di CryptoQuant, ha osservato che i trasferimenti in perdita verso gli exchange di giovedì hanno superato quelli del crollo di giugno, pur con un prezzo molto più alto.

Le liquidazioni legate al prezzo di Bitcoin superano il miliardo di dollari

Le posizioni chiuse forzatamente nelle ultime 24 ore valgono 1,09 miliardi di dollari, secondo CoinGlass. Il dato si riferisce alle 24 ore fino alle 10:00 UTC di venerdì.

Le posizioni long, cioè le scommesse al rialzo, pesano per 1,05 miliardi di dollari sul totale di giovedì. A pagare il calo sono stati quindi soprattutto i trader che puntavano su prezzi più alti.

È il bilancio giornaliero più pesante dal 21 agosto. Quel giorno Bitcoin era salito da 73.000 a 79.500 dollari, toccando il massimo di due mesi, e aveva provocato liquidazioni di posizioni short per 1,3 miliardi di dollari. Stavolta il movimento è stato opposto: il prezzo è sceso fino a 80.350 dollari su Bitstamp mentre le liquidazioni sul mercato crypto si accumulavano.

Quota 82.500 dollari: il perno del pattern rialzista

Gli 82.500 dollari sono il punto di rottura dello schema a testa e spalle invertito di Bitcoin. Secondo Cointelegraph, la conferma dell’inversione rialzista passa dalla tenuta di quel livello come supporto.

La soglia contava già durante il trend rialzista iniziato a inizio luglio. Il rimbalzo di venerdì ha riportato il prezzo di Bitcoin proprio in quella zona dopo la discesa.

Il trader e analista Rekt Capital segue da tempo il pattern e la sua somiglianza con la ripresa di Bitcoin nel 2023. In un post su X di giovedì ha descritto il retest come fallito, indicando nella prossima chiusura della candela settimanale il passaggio chiave per valutare lo schema.

Gli short-term holder spostano 55.600 BTC in perdita

Giovedì i detentori di breve periodo hanno trasferito 55.600 BTC verso gli exchange in perdita, ha riferito Taha. Rientrano in questa categoria i soggetti che tengono Bitcoin fino a sei mesi senza venderlo.

Un trasferimento in perdita significa che le monete sono arrivate su un exchange a un prezzo inferiore a quello della transazione precedente. Secondo il report, movimenti di questo tipo riflettono spesso un’uscita impulsiva, dettata dalla paura di ulteriori ribassi.

Il confronto di CryptoQuant colloca il dato di giovedì sopra quello del 26 giugno, quando Bitcoin scambiava sotto i 60.000 dollari per il secondo giorno consecutivo. Taha ha messo a confronto il prezzo di ottobre, sopra gli 81.000 dollari, con i 59.300 dollari di giugno: una differenza superiore al 36%.

Le vendite pesanti dettate dalle perdite, ricorda il report, si sono allineate in passato con brevi fasi di capitolazione. Queste possono logorare i detentori più deboli e preparare il terreno a un rimbalzo.

Taha ha però precisato che chi sposta monete su un exchange non necessariamente vende l’intera posizione.

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