Un gruppo di editori e autori ha avviato un’altra battaglia legale contro Google, aprendo un nuovo fronte nella guerra globale sul utilizzo di opere protette per l’addestramento dell’intelligenza artificiale. La causa contro Google Gemini accusa il colosso tecnologico di aver utilizzato libri coperti da copyright senza autorizzazione per addestrare il suo modello di linguaggio avanzato, violando gli accordi preesistenti con gli editori.
Punti chiave
- Hachette, Cengage, Elsevier, Scott Turow e S.C.R.I.B.E. hanno citato in giudizio Google per violazione del copyright
- L’accusa principale riguarda l’uso non autorizzato di opere protette per addestrare Gemini AI
- Google avrebbe alterato le informazioni sul copyright per nascondere l’utilizzo illecito
- La causa è stata depositata nella Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York
- Precedenti sentenze in California avevano favorito le compagnie AI sulla base del “fair use”
Editori e autori contro Google per dati di addestramento AI
Il procedimento legale coinvolge alcune delle maggiori case editrici mondiali e rappresenta una sfida significativa per le pratiche di acquisizione dati nel settore dell’intelligenza artificiale. I querelanti – tra cui Hachette, Cengage, Elsevier, l’autore Scott Turow e l’organizzazione S.C.R.I.B.E. – sostengono che Google abbia superato i limiti degli accordi precedenti.
Class action nel distretto meridionale di New York
La causa collettiva è stata depositata presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York, un tribunale che potrebbe interpretare diversamente le questioni relative al fair use rispetto alle corti californiane che si erano già espresse.
Principali attori e accuse
L’accusa centrale è che Google abbia utilizzato opere protette da copyright per addestrare la sua piattaforma AI Gemini senza il necessario permesso. Secondo il documento legale, la società avrebbe inoltre “intenzionalmente rimosso o alterato le informazioni sul copyright” per “nascondere il fatto che i suoi modelli Gemini siano stati addestrati su materiale rubato”.
Aspetti legali e pronunce precedenti sul fair use nell’addestramento AI
Il caso si inserisce in un panorama giuridico complesso e ancora in evoluzione riguardo all’utilizzo di contenuti protetti per l’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale.
Precedenti giudiziari contrastanti in California
Due decisioni precedenti in California avevano favorito le compagnie AI, stabilendo che l’uso di opere coperte da copyright per l’addestramento dei modelli costituisce “fair use” secondo la legge statunitense sul copyright – una normativa che non viene aggiornata da prima dell’esistenza di internet.
Accordo record sul copyright di Anthropic
Nonostante questi precedenti, Anthropic è stata multata per 1,5 milioni di dollari per aver “piratato le opere su cui si era addestrata”. Circa mezzo milione di scrittori erano eleggibili per ricevere pagamenti di almeno 3.000 dollari, sebbene molti abbiano rifiutato l’accordo per perseguire ulteriori azioni legali.
Uso non autorizzato di opere protette da copyright da parte di Google
Il caso contro Google presenta elementi distintivi rispetto ad altre cause simili, per via della relazione preesistente tra le parti.
Rapporti storici con editori per Google Books
Editori e autori hanno una lunga storia di collaborazione con Google attraverso il programma Google Books, per il quale fornivano opere protette da copyright con lo specifico scopo di rendere i libri ricercabili attraverso snippet. Questi risultati di ricerca non permettono agli utenti di visualizzare interi libri, ma solo brevi estratti accompagnati da informazioni bibliografiche.
Presunto uso non autorizzato per Gemini AI e Google Play Books
I querelanti affermano che Google abbia addestrato Gemini su copie di questi libri, così come su volumi caricati sul Google Play Store, senza aver mai ricevuto l’autorizzazione per farlo. “Google ha illegalmente copiato opere da tutti questi programmi a scopo limitato per l’addestramento AI, sapendo di non avere autorizzazione per farlo”, si legge nella denuncia.
Documento interno di Google evidenzia rischi finanziari
I querelanti citano inoltre un documento interno di Google che affermerebbe come l’utilizzo di libri coperti da copyright per l’addestramento AI potrebbe essere “altamente problematico per Google” e potrebbe risultare in “multe potenziali da 10 a 100 miliardi di dollari”.
Google non ha immediatamente risposto a una richiesta di commento riguardo alla causa. L’esito di questo caso potrebbe avere implicazioni significative non solo per il colosso tecnologico, ma per l’intero settore dell’intelligenza artificiale e il suo rapporto con la proprietà intellettuale.
FAQ
Chi sono i querelanti che citano in giudizio Google in questo caso?
Editori e autori tra cui Hachette, Cengage, Elsevier, l’autore Scott Turow e S.C.R.I.B.E. hanno presentato una causa collettiva.
Di cosa è accusato Google nella causa?
Google è accusato di aver utilizzato opere protette da copyright senza autorizzazione per addestrare la sua piattaforma AI Gemini e di aver alterato le informazioni sul copyright per nascondere questo utilizzo.
Dove è stata presentata la causa contro Google?
La causa è stata depositata nella Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York.
Quali precedenti legali esistono riguardo all’uso di opere protette da copyright per l’addestramento AI?
Due precedenti decisioni giudiziarie in California avevano favorito le compagnie AI, stabilendo che l’addestramento AI con opere protette da copyright costituisce fair use secondo la legge statunitense.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.