I pagamenti con carte crypto hanno appena fatto segnare un nuovo record. 

Infatti a marzo 2026 il volume complessivo delle loro transazioni è salito a 584,5 milioni di dollari, con un aumento del 211% rispetto all’anno precedente.

Si tratta del nuovo massimo storico mensile di sempre. 

Le carte di credito crypto

Le carte crypto in realtà sono carte di debito, in genere, e non di credito. 

Tuttavia ormai nel linguaggio comune si fa spesso confusione, perchè la definizione “carta di credito” è ormai entrata nel lessico comune, e spesso viene utilizzata per identificare genericamente le carte per i pagamenti, e non solo quelle di credito. 

Dal punto di vista tecnico invece le carte di pagamento in criptovalute sono carte prepagate, ovvero di debito. 

Le vere e proprie carte di credito infatti consentono ai loro utenti di pagare utilizzando crediti, fino ad un massimo spendibile al giorno o al mese, e poi tali crediti devono essere restituiti in un secondo momento. 

Invece le carte prepagate, come quelle crypto, consentono di spendere solo denaro già in deposito sul conto a cui sono agganciate. 

Semplicemente, le carte prepagate tradizionali consentono di depositare sul conto valuta fiat, mentre quelle crypto consentono di depositare anche criptovalute, che vengono convertite all’istante in valuta fiat al momento del pagamento. 

I record

Le carte di pagamento crypto, alimentate in criptovalute ma che consentono pagamenti in valute fiat sulle principali reti di pagamento come Visa e Mastercard, esistono ormai da diversi anni. 

Stando ai dati di PaymentScan, fino a maggio 2023 il totale mensile dei pagamenti effettuati con le carte crypto monitorate non aveva nemmeno superato il milione di dollari. 

Basti pensare che solo sul circuito Visa in un mese in genere vengono effettuati pagamenti per più di 20 miliardi di dollari. 

A partire però da dicembre dello stesso 2023 si è verificata un’impennata, che sembra essere ancora in corso, nonostante una picco,a flessione a febbraio di quest’anno. 

Il primo mese in cui complessivamente furono superati i 10 milioni di dollari di pagamenti con le carte crypto è stato in realtà gennaio 2024, ovvero proprio il mese in cui sulle borse USA sono sbarcati i primi EF su Bitcoin spot. È possibile che questi due eventi non siano collegati, ma dimostrano come a partire dal 2024 la percezione del mondo nei confronti del settore crypto abbia iniziato a cambiare. 

Già a settembre dello stesso 2024 infatti la cifra complessiva mensile aveva già superato i 100 milioni, con una crescita davvero esponenziale che però si è momentaneamente fermata a dicembre dello stesso anno. 

Nel corso del 2025 però sono stati prima superati i 200 milioni, ad aprile, e poi anche i 300 a luglio. La crescita esponenziale pertanto è proseguita. 

Il precedente picco massimo era stato toccato a gennaio 2026, con più di 550 milioni di dollari, mentre a febbraio, complice anche il minor numero di giorni, si sono fermate a 523. 

Il record massimo mensile di sempre, per ora, è stato registrato per l’appunto il mese scorso, quando sono stati superati per la prima volta nella storia i 600 milioni di dollari.

Le carte crypto

Da notare però che le carte crypto monitorate, on-chain, da PaymentScan riguardano solo quei protocolli crypto le cui transazioni sono tutte monitorabili on-chain. 

In altre parole, nei dati prima citati non ci sono i pagamenti effettuati con le carte crypto degli exchange centralizzati, perchè i loro dati non sono identificabili pubblicamente on-chain. 

Dato che è molto probabile che le carte crypto dei grandi exchange siano utilizzate ancora di più di quelle di questi protocolli, è quasi certo che i dati reali siano in realtà di molto superiori. 

La carta che genera più pagamenti, tra quelle monitorate da PaymentScan, è RedotPay, responsabile da sola di più della metà dei volumi. In altri termini, tutte le altre sommate insieme non arrivano ai volumi di questa singola carta. 

Il volume mensile di circa 390 milioni di dollari fatti registrare a marzo da RedotPay è molto probabilmente inferiore a quello generato dai pagamenti effettuati con carte dei grandi exchange centralizzati come Binance, Bybit o Coinbase. 

Infatti si stima che il volume mensile complessivo, comprendente anche le carte degli exchange, abbia già superato da tempo gli 1,5 miliardi di dollari, ovvero ben più del doppio di quello rilevato on-chain da PaymentScan.

I circuiti

PaymentScan monitora anche quali sono i circuiti e le reti più utilizzati per i pagamenti in fiat alimentati in criptovalute. 

Tra i circuiti di pagamento da questo punto di vista domina nettamente Visa, con addirittura il 97% del volume complessivo, mentre a Mastercard rimane solo un piccolo 3%. Queste percentuali però potrebbero essere differenti se si riuscissero ad aggiungere i dati provenienti dalle carte degli exchange centralizzati, che però non sono disponibili pubblicamente. 

Per quanto riguarda invece le reti crypto, la maggior parte delle transazioni in criptovalute su queste carte risulta essere stata effettuata su rete Tron, con il 33,5%.

Non va dimenticato che Tron è la rete più utilizzata per spostare USDT, anche se a dire il vero ultimamente la rete Ethereum da questo punto di vista ha fee decisamente inferiori e sta risalendo molto. 

Ciò non toglie che al secondo posto, tra le reti più utilizzate dalle carte crypto monitorate da PaymentScan ci sia BSC (BNB Smart Chain), con il 15,1%, seguita da Solana (12,3%) e per l’appunto Ethereum (10,9%).

USDT comunque rappresenta ben il 62% del volume totale, mentre USDC si ferma al 27%.