Come funzionano i cicli di Bitcoin

I cicli di Bitcoin vengono spesso interpretati attraverso una lente piuttosto semplice: quella della ripetitività legata all’halving di Bitcoin. Storicamente, la riduzione periodica della nuova offerta di BTC ha coinciso con una sequenza abbastanza riconoscibile di fasi di mercato. Dopo l’halving, una fase di accumulazione tende a lasciare spazio a un bull market che culmina in un massimo circa un anno o un anno e mezzo più tardi, seguito da un periodo di correzione e consolidamento.

Questa apparente regolarità ha portato molti investitori a considerare il ciclo di Bitcoin come un meccanismo quasi prevedibile. Tuttavia, con il passare degli anni, è diventato sempre più evidente che l’halving rappresenta solo uno degli elementi che influenzano l’andamento del mercato. Fattori macroeconomici come la liquidità globale, le politiche monetarie delle banche centrali e l’evoluzione della struttura del mercato crypto giocano un ruolo sempre più importante.

Inoltre, la crescente maturità del settore, segnata dall’ingresso di investitori istituzionali, dalla diffusione di strumenti finanziari regolamentati come gli ETF e da una maggiore integrazione con i mercati tradizionali, sta modificando gradualmente il comportamento ciclico di Bitcoin. Per questo motivo, anche se il riferimento all’halving rimane centrale nel dibattito tra analisti e investitori, ogni nuovo ciclo tende a svilupparsi in modo diverso rispetto ai precedenti.

Uno dei paragoni più discussi oggi riguarda il possibile confronto tra il 2022 e il 2026. A prima vista entrambi gli anni sembrano rappresentare momenti di raffreddamento del mercato. In realtà, osservando con maggiore attenzione i dati e il contesto macroeconomico, emergono differenze profonde.

Comprendere queste differenze è fondamentale per interpretare correttamente il ciclo attuale di Bitcoin.

Il 2022: la grande crisi del mercato crypto

Il 2022 è stato uno degli anni più difficili nella storia del settore crypto. Dopo il massimo storico raggiunto nel novembre 2021 vicino ai 69.000 dollari, il mercato ha iniziato una discesa lunga e dolorosa. Il calo non è stato dovuto soltanto a dinamiche cicliche. Si è trattato di una vera crisi sistemica del settore. Nel giro di pochi mesi sono crollati alcuni dei pilastri dell’ecosistema crypto (vedi Terra Luna, Celsius, e l’exchange FTX).

Questi eventi hanno provocato un effetto domino che ha portato a liquidazioni forzate, perdita di fiducia e fuga di capitali. Il prezzo di Bitcoin è sceso fino a circa 15.500 dollari, registrando un drawdown di circa il 77% dal massimo storico. Il sentiment era estremamente negativo e molti analisti parlavano apertamente della fine del settore.

Questo contesto rende il 2022 un caso particolare nella storia dei cicli di Bitcoin. Non si è trattato soltanto di un bear market, ma di una fase in cui il settore ha eliminato molte delle sue fragilità strutturali. Il crollo di progetti insostenibili, modelli di business basati su leva eccessiva e piattaforme poco trasparenti ha portato a una sorta di reset del mercato, riducendo gli eccessi accumulati durante la fase di espansione precedente.

Il ciclo di Bitcoin dopo l’halving del 2024

Il ciclo iniziato con l’halving di aprile 2024 si sta sviluppando in un ambiente molto diverso rispetto al passato. Tre fattori hanno trasformato il mercato:

  • L’approvazione degli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti
  • L’ingresso di investitori istituzionali
  • Una maggiore integrazione con il sistema finanziario tradizionale

Gli ETF spot hanno reso Bitcoin accessibile a una platea molto più ampia di investitori. Fondi pensione, gestori patrimoniali e grandi istituzioni finanziarie possono ora esporsi all’asset senza dover gestire direttamente la custodia delle criptovalute. 

Questo ha aumentato la domanda strutturale e ha ridotto, almeno in parte, la volatilità estrema che caratterizzava i cicli precedenti. In altre parole, il mercato di oggi è più grande, più liquido e più integrato con il sistema finanziario globale.

Il ruolo dell’halving nei cicli di Bitcoin

Storicamente Bitcoin ha mostrato una certa regolarità legata all’halving, l’evento che riduce di metà la ricompensa per i miner. Lo schema tipico del ciclo è stato spesso descritto così:

  • Anno dell’halving: fase di accumulazione
  • Anno successivo: forte bull market
  • Anno seguente: formazione del top
  • Ultimo anno del ciclo: bear market e consolidamento

Figura 1 – Prezzo di Bitcoin e cicli di Halving (fonte BiTBO)

Seguendo questa logica, l’halving del 2024 avrebbe dovuto portare a una fase di forte crescita nel 2025 e a un possibile massimo tra la fine del 2025 e il 2026, confermando che il top di questo ciclo potrebbe essere già stato segnato lo scorso ottobre.

Tuttavia, negli ultimi cicli si è osservato un fenomeno interessante: il tempo tra l’halving e il massimo del mercato si sta progressivamente allungando.

Figura 2 – Giorni intercorsi tra halving e massimo del ciclo

Nel ciclo del 2012 il massimo arrivò circa 370 giorni dopo l’halving.

Nel ciclo del 2016 il picco arrivò circa 526 giorni dopo.

Nel ciclo del 2020 il massimo si verificò circa 546 giorni dopo.

Se la tendenza continuerà, il ciclo attuale potrebbe vedere il suo massimo intorno ai 650 giorni dopo l’halving del 2024 o forse più. Questo porterebbe la finestra temporale del top tra la fine del 2025 (dove un massimo è stato effettivamente fatto) e la prima metà del 2026, dove potrebbe esserci ancora spazio per un nuovo impulso rialzista.

Crash o semplice correzione? Il ruolo della liquidità globale

Uno degli elementi centrali nel confronto tra il 2022 e il possibile scenario del 2026 riguarda la natura del ribasso. Nel 2022 il mercato ha vissuto un collasso sistemico. Il crollo delle principali piattaforme crypto ha innescato una crisi di fiducia che ha portato a vendite indiscriminate. Il drawdown è stato tra i più profondi della storia di Bitcoin, un vero e proprio crash.

Nel ciclo attuale, invece, molti analisti ritengono che la fase successiva al bull market potrebbe essere molto meno violenta. Diversi fattori sostengono questa ipotesi: La presenza di investitori istituzionali con orizzonti temporali più lunghi, una maggiore liquidità nel mercato, un’infrastruttura finanziaria più solida.

Per questo alcuni modelli suggeriscono che il prossimo bear market potrebbe avere più l’aspetto di una correzione ciclica, con un drawdown compreso tra il 50% e il 60%, inferiore rispetto agli oltre 75% dei cicli precedenti, con il 50% dai massimi dello scorso ottobre che è già stato toccato in questo inizio 2026.

Negli ultimi anni, poi, molti analisti hanno iniziato a osservare con maggiore attenzione il legame tra Bitcoin e la liquidità globale dei mercati finanziari. La crescita della massa monetaria mondiale, spesso indicata con l’aggregato M2, sembra avere una correlazione significativa con i movimenti di Bitcoin.

Quando la liquidità globale aumenta, gli investitori tendono a spostarsi verso asset più rischiosi e volatili. Bitcoin, essendo uno degli asset più speculativi dei mercati finanziari, beneficia spesso di questa dinamica. Quando invece le banche centrali restringono la liquidità e aumentano i tassi di interesse, il capitale tende a uscire dagli asset rischiosi. Questo schema è stato evidente nel passaggio tra il 2021 e il 2022, quando la stretta monetaria delle banche centrali ha coinciso con l’inizio del bear market crypto.

Il comportamento della liquidità globale potrebbe quindi essere uno dei fattori decisivi per capire se il ciclo attuale si è concluso con il massimo di ottobre 2025 o si estenderà fino al 2026 con un nuovo rally.

Bitcoin nel 2026: possibili scenari per il mercato

Alla luce di queste dinamiche, il 2026 potrebbe rappresentare una fase molto diversa rispetto al 2022. Invece di una crisi sistemica, potrebbe trattarsi semplicemente di una fase di distribuzione dopo il bull market. In questo scenario (supponendo che ottobre 2025 non fosse il nuovo massimo) il mercato potrebbe attraversare un ultimo rally o fase di euforia, con la formazione del massimo del ciclo, e poi una fase di correzione e consolidamento tra la fine del 2026 e il 2027.

Chiaramente non abbiamo la sfera di cristallo per dirlo con certezza, ma questo tipo di evoluzione sarebbe coerente con la crescente maturità del mercato. Guardando l’evoluzione degli ultimi dieci anni, emerge un trend chiaro: Bitcoin sta diventando progressivamente un asset finanziario più maturo. I cicli non sono scomparsi, ma stanno cambiando forma.

Le oscillazioni restano ampie rispetto agli asset tradizionali, ma la volatilità estrema sembra ridursi lentamente con l’aumento della capitalizzazione e della partecipazione istituzionale. Il confronto tra il 2022 e il possibile scenario del 2026 riflette proprio questa trasformazione: Il primo rappresenta il trauma di un settore ancora giovane e fragile. Il secondo potrebbe essere il segnale di un mercato che sta entrando in una fase più adulta.

Se questa tendenza continuerà, i cicli di Bitcoin potrebbero diventare meno violenti, più lunghi e sempre più legati alle dinamiche macroeconomiche globali. E proprio per questo motivo il prossimo capitolo della storia di Bitcoin potrebbe essere molto diverso da quelli che lo hanno preceduto.

Alla prossima e buon trading!

Andrea Unger