Fondazione Ethereum

Nell’ultima mossa di strategia sulle risorse on-chain, la Fondazione Ethereum ha annunciato una nuova allocazione su Morpho, consolidando il proprio approccio strutturato alla gestione della tesoreria in DeFi.

I dettagli dell’allocazione da 3.400 ETH a Morpho

La Fondazione Ethereum ha trasferito 3.400 ETH, pari a circa 7,6 milioni di dollari, all’interno dei vault con rendimento di Morpho. L’annuncio è arrivato in un thread pubblicato su X il 18 marzo 2025, nel quale si specifica che 1.000 ETH sono stati indirizzati in modo mirato ai Morpho Vaults V2.

Questa nuova architettura V2 è costruita su contratti che, una volta distribuiti, non possono essere aggiornati né subire interventi da parte di amministratori. Si tratta quindi di un modello che punta a ridurre al minimo la superficie di intervento umano sul codice core del protocollo.

Il precedente impegno della Fondazione su Morpho

La nuova allocazione non è un episodio isolato. Già nell’ottobre 2025, la Fondazione aveva destinato a Morpho 2.400 ETH e circa 6 milioni di dollari in stablecoin. Anche in quel caso, l’operazione era stata presentata come parte di una strategia più ampia di gestione della tesoreria.

Inoltre, l’obiettivo dichiarato è ridurre progressivamente la necessità di vendere periodicamente ETH per finanziare le attività operative. In questo quadro, il rendimento generato da protocolli DeFi ritenuti solidi diventa un tassello fondamentale della pianificazione finanziaria.

La cornice della politica di tesoreria Defipunk

Nel giugno 2025 la Fondazione Ethereum ha pubblicato una politica di tesoreria che definisce un framework denominato “Defipunk”. Questo insieme di regole stabilisce i requisiti che ogni futuro deployment on-chain deve soddisfare prima che la Fondazione possa allocarvi capitale.

Tra i criteri indicati figurano accesso permissionless, autocustodia, licenze open source, tutela della privacy, processi di sviluppo aperti e una logica core definita come “massimamente trustless”. Detto ciò, il documento non si limita ai principi generali, ma entra in dettaglio su licenze, governance e architetture dei protocolli.

Licenze open source e esclusione dei modelli BSL

La politica chiarisce che i contratti devono adottare una licenza free/libre open source, come le copyleft AGPL o le permissive MIT e Apache. Viceversa, i modelli “source-available” come la Business Source License (BSL) non sono considerati idonei per allocazioni della tesoreria.

Morpho Vaults V2 e Morpho Blue V1 risultano conformi a questo requisito, poiché operano sotto licenza GPL 2.0. In questo modo, il codice resta pienamente aperto alla verifica pubblica e agli sviluppi della comunità, in contrasto con soluzioni che limitano l’uso commerciale o introducono clausole restrittive.

Immutabilità e governance senza chiavi admin

Per quanto riguarda l’immutabilità, la politica specifica che la Fondazione intende evitare “admin keys con poteri estesi”. Vengono invece favoriti protocolli in cui la logica fondamentale sia non aggiornabile o governata da processi altamente decentralizzati, soggetti a time-lock e trasparenti.

Morpho soddisfa questo criterio: i contratti core della V2 sono interamente immutabili una volta distribuiti, senza possibilità di override amministrativi. Inoltre, la politica mette in guardia contro assetti di governance che, pur essendo tecnicamente decentralizzati, lasciano spazio a interventi discrezionali o a concentrazioni di controllo.

Pattern DeFi esclusi dalla politica della Fondazione

Nel documento Defipunk vengono elencati in modo esplicito i modelli che la Fondazione Ethereum non intende supportare. Rientrano in questa categoria i “backdoor shutdown mechanisms” e le funzioni di estrazione di fondi, oltre a una dipendenza eccessiva da multisig o MPC.

Vengono inoltre segnalati come problematici l’uso pervasivo di whitelist e le interfacce utente centralizzate e sottoposte a forme di sorveglianza. Secondo la Fondazione, questi pattern lasciano i mercati DeFi e i partecipanti esposti a vulnerabilità sistemiche che minano la promessa di neutralità e resistenza alla censura.

Perché l’attenzione non si è concentrata su Aave

Né il post di oggi né il documento di giugno 2025 menzionano Aave. Tuttavia, diversi osservatori hanno collegato i riferimenti a chiavi admin, funzioni di estrazione e opacità di governance alla crisi che ha investito pubblicamente il protocollo a partire da dicembre 2025.

In quel contesto, le revenue dello swap derivanti dall’integrazione con CoW Swap sono state individuate in un wallet controllato da Aave Labs, anziché nella tesoreria della DAO. Marc Zeller, fondatore dell’Aave Chan Initiative, ha quantificato questi introiti in circa 51 milioni di dollari di commissioni non approvate.

La crisi di governance in Aave

La tensione si è aggravata quando BGD Labs, il team responsabile di Aave V3, il 20 febbraio ha annunciato che non avrebbe rinnovato il contratto dopo il 1 aprile. La motivazione principale riguarda preoccupazioni di centralizzazione e presunti attacchi a V3 per favorire lo sviluppo di V4.

Il conflitto ha raggiunto il punto di massimo scontro il 1 marzo, quando la proposta di funding “Aave Will Win” – fino a 42,5 milioni di dollari in stablecoin e 75.000 token AAVE – ha superato il Temp Check con un risicato 52,58% di approvazione.

Zeller ha messo in discussione l’esito, sostenendo che circa 233.000 voti legati a cluster riconducibili ad Aave Labs, inclusi 111.000 token delegati dal cofondatore Stani Kulechov, avrebbero ribaltato il risultato. Secondo la sua analisi, escludendo tali voti emergerebbe una netta bocciatura della proposta.

Due giorni dopo, l’Aave Chan Initiative ha annunciato la decisione di abbandonare completamente il progetto, sottolineando la profondità della frattura tra i principali attori dell’ecosistema.

Implicazioni dell’investimento Fondazione Ethereum in Morpho

Morpho è oggi l’unico protocollo DeFi in cui la Fondazione Ethereum ha investito due volte nell’ambito dell’attuale strategia di tesoreria. Con un TVL di 5,8 miliardi di dollari, questo endorsement arriva in una fase in cui il protocollo sta già guadagnando trazione istituzionale.

In meno di otto mesi, Coinbase ha superato 1 miliardo di dollari in origini di prestiti garantiti da Bitcoin attraverso Morpho. Inoltre, Apollo Global Management ha siglato un accordo per acquistare fino a 90 milioni di token MORPHO in quattro anni tramite la partnership con la Morpho Association.

Oltre il rendimento: il segnale di lungo periodo

Detto ciò, la politica della tesoreria della Fondazione Ethereum indica chiaramente che, oltre al ritorno economico, queste allocazioni rappresentano un segnale sui modelli tecnici e di governance ritenuti sostenibili nel lungo periodo. Le preferenze per contratti immutabili, licenze realmente open source e assetti privi di chiavi admin ampie delineano uno standard di riferimento per l’ecosistema.

Nel complesso, la scelta di Morpho suggerisce che future iniziative DeFi interessate a collaborare con enti istituzionali dell’area Ethereum dovranno misurarsi non solo su TVL e rendimento, ma soprattutto su trasparenza, decentralizzazione effettiva e robustezza dei propri meccanismi di controllo.