La cosiddetta dominance di Bitcoin è uno degli indicatori più importanti dei mercati crypto. 

Dal punto di vista strettamente tecnico non si tratta di un dato particolarmente importante di per sè, anche perchè la sua misura è basata su conteggi molto teorici e poco concreti. Però la sua variazione nel corso del tempo è un’ottima misura del trend di interesse nei confronti delle altcoin. 

È un parametro che esiste ormai da molti anni, anche se in realtà il suo peso è cambiato nel corso del tempo a causa dell’enorme proliferazione di altcoin. 

La capitalizzazione di mercato

Prima di analizzare nel dettaglio cosa sia e come funzioni la dominance di Bitcoin, occorre fare due importanti precisazioni. 

La prima è che si calcola a partire dalla capitalizzazione di mercato. 

Sui mercati crypto però la capitalizzazione di mercato non è un dato reale, ma solo un calcolo puramente teorico che si ottiene moltiplicando il numero totale di token di una crypto rilasciati nel corso del tempo per il prezzo di un singolo token in un dato momento. 

Pertanto ad esempio se di Bitcoin ne sono stati rilasciati circa 19,950 milioni, ed il prezzo di un singolo BTC è di circa 90.000$, la capitalizzazione di mercato di Bitcoin risulterebbe essere di 1.795,5 miliardi di dollari. 

Il problema è che non è vero che ci sono in circolazione 19,950 milioni BTC: si tratta di un dato puramente teorico. Infatti almeno 3 milioni, se non 4, in realtà sono andati perduti per sempre, perchè pur essendo stati effettivamente rilasciati, le loro chiavi private necessarie per movimentarli sono andate perse, risultando così inutilizzabili. 

Ad esempio sugli exchange crypto, dove vengono effettivamente scambiati, risultano esserci solo poco più di 2 milioni di BTC, ovvero poco più del 10% di tutti quelli creati e rilasciati fino ad oggi. 

Inoltre il prezzo varia in continuazione, e qualora in un dato momento venissero messi tutti in vendita, il prezzo crollerebbe facendo crollare così anche la capitalizzazione di mercato. 

Le altcoin

Lo stesso ragionamento vale anche per le altcoin. 

Ad esempio se sono stati rilasciati in tutto 120 milioni di Ethereum, ed un ETH vale circa 3.000$, la capitalizzazione di mercato complessiva sarebbe di 360 miliardi di dollari, ma vale lo stesso discorso di cui sopra. 

Questo ragionamento si può fare per tutte le criptovalute, anche se la percentuale di token persi varia moltissimo: è molto alta per Bitcoin, ma ad esempio molto bassa per le stablecoin. 

Inoltre sebbene con altcoin si intendano tutte le criptovalute ed i token presenti sui mercati crypto che non siano Bitcoin (quindi a partire da Ethereum), in realtà tecnicamente in questa categoria sarebbero comprese anche le stablecoin, che non sono affatto vere e proprie criptovalute ma valute fiat tradizionali tokenizzate. 

Questo fa sì che il puro calcolo della dominance non abbia di per sè molto senso, ma rimane il fatto che la sua variazione nel corso del tempo è molto interessante. 

Il calcolo

Con “dominance” di Bitcoin si intende molto semplicemente la percentuale della capitalizzazione totale del mercato crypto occupata dalla capitalizzazione di Bitcoin. 

Pertanto se ad esempio la somma delle capitalizzazioni di mercato di tutte le criptovalute, comprese Bitcoin, le altcoin e le stablecoin, fosse di 3.160 miliardi di dollari, e quella della sola Bitcoin fosse di 1.800 miliardi, la dominance di Bitcoin semplicemente sarebbe pari a circa il 57%, ovvero 1800/3160*100.

Si tratta di un calcolo molto semplice, che però presenta dei problemi di interpretazione. 

Il primo, come detto prima, è che la capitalizzazione di mercato non tiene conto dei token in realtà andati perduti per sempre, e quindi “bruciati” perchè non più utilizzabili, e non tiene nemmeno conto del fatto che di questi ve ne siano di più su Bitcoin e di meno sulle altcoin. 

Il secondo è che ha poco senso includere in questi calcoli la capitalizzazione delle stablecoin. 

Esiste però un parametro, chiamato Total3, che misura la capitalizzazione di mercato complessiva delle altcoin ma senza Ethereum e le stablecoin, oltre Bitcoin.

Con una Total3 pari a circa 900 miliardi di dollari, sommando anche i 1.800 miliardi di Bitcoin ed i 360 miliardi di Ethereum si arriverebbe a 3.060 miliardi di dollari, ovvero meno dei 3.160 miliardi che comprendono anche le stablecoin. Tuttavia in questo caso la dominance di Bitcoin salirebbe solamente a poco meno del 59%. 

Le variazioni

Ciò che conta di più quindi non è quel 57%, o 59%, ma la sua variazione nel corso del tempo. 

Infatti quando la dominance di Bitcoin sale significa che l’interesse dei mercati crypto si concentra su BTC, mentre quando scende significa che si concentra sulle altcoin. 

Fino al 2017 la dominance di Bitcoin era quasi sempre superiore all’80%, perchè solo quell’anno ci fu la prima grande esplosione delle altcoin. 

Anzi, proprio durante l’altseason di fine 2017/inizio 2018 si toccò il picco minimo storico della dominance di Bitcoin, scesa per un breve momento a poco più del 33%. In seguito invece non è mai più scesa sotto il 37%.

Con il bear-market del 2018/2019 la dominance di BTC si risollevò fino a quasi il 70%, e rimase sopra il 60% fino al picco di aprile 2021. 

Durante l’altseason del 2021 ridiscese fino al 40%, e toccò un minimo locale al picco del mear-market del 2022. 

A quel punto iniziò nuovamente a risalire, tornando al 65% a giugno di quest’anno. 

È proprio la misura di questa variazioni ad essere interessante, perchè mostra quando l’attenzione dei mercati crypto si sposta da o verso le altcoin. 

Da notare infine che a partire da aprile 2017 non è mai più salita sopra il 70%, ma anche che la recente risalita degli ultimi due anni l’ha riportata solo poco sotto il picco locale del 2020 nonostante l’enorme proliferazione di altcoin.