Con la sentenza n. 39 del 2021, la Corte Costituzionale è tornata a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale dell’art. 20 del Testo unico imposta di registro e della disposizione della legge di Bilancio 2019 che ha sancito la retroattività delle modifiche apportate nel 2017. In linea con la sentenza n. 158 del 2020, e condividendone le argomentazioni, la Consulta ha dichiarato infondate e inammissibili le questioni di legittimità costituzionale di entrambe le disposizioni normative. C’è da sperare che, stavolta, dopo tanto tempo e denaro pubblico sprecati, la questione sia davvero chiusa.

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